Un'insegnante della provincia di Salerno è stata condannata dalla Corte dei Conti a risarcire il Ministero dell'Istruzione dopo aver utilizzato titoli risultati non autentici per entrare nelle graduatorie scolastiche e in una procedura concorsuale.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, la sentenza n. 194/2026 riguarda un attestato di grado preparatorio e una specializzazione per l'insegnamento di sostegno che la docente aveva utilizzato per accedere alle graduatorie e partecipare al concorso straordinario del 2018.
La Procura contabile ha collegato il presunto danno erariale alle retribuzioni percepite tra il 2016 e il 2025 e lo ha quantificato in 150.000 euro. I giudici hanno accolto la domanda di risarcimento in favore del Ministero, ma hanno ridotto l'importo del 50%, tenendo conto del lavoro di insegnamento effettivamente svolto e dell'utilità ricevuta dall'amministrazione.
Il caso si inserisce in una verifica più ampia nel Salernitano. Sono 59 le posizioni di docenti sottoposte a esame per specializzazioni sul sostegno dichiarate come conseguite tra il 1996 e il 1998. Tale verifica non costituisce di per sé un accertamento di illeciti: la validità di ciascun titolo deve essere valutata individualmente.
Il Mattino riferisce inoltre che il Ministero ha già revocato lo status di scuola paritaria a sei scuole private nell'area salernitana, soprattutto tra Nocera e Pagani, per il mancato rispetto dei requisiti normativi.
L'indagine ha avuto origine presso la Procura di Vallo della Lucania e riguarda presunti titoli, verbali d'esame e qualifiche che potrebbero non corrispondere a percorsi effettivamente completati.