Il Tribunale del Riesame di Napoli ha autorizzato l'ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola a scontare gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Sorrento, ponendo fine a quasi un anno e mezzo lontano dalla Campania.

Il provvedimento accoglie l'appello presentato dai difensori di Coppola. Coppola era stato arrestato nel maggio 2025 e, dopo un periodo di detenzione, era stato posto agli arresti domiciliari fuori dalla Regione Campania. La nuova ordinanza gli consente di scontare la misura a Sorrento.

Secondo quanto riportato, una precedente richiesta di scontare i domiciliari a Sorrento era stata respinta dal tribunale di Torre Annunziata, che aveva tenuto conto anche dell'opposizione della Procura. La difesa ha quindi presentato appello al Tribunale del Riesame di Napoli, che ha deciso in favore di Coppola.

Lo stesso Riesame aveva già ridotto, a seguito di un altro ricorso della difesa, l'ammontare del sequestro preventivo disposto a carico di Coppola.

Tutte le accuse contro Coppola restano contestazioni nell'ambito di procedimenti in corso. Nelle fonti consultate non risulta alcuna determinazione definitiva della sua responsabilità, e il testo integrale dell'ultima ordinanza del Riesame non era disponibile negli articoli di stampa.

Contesto: il cosiddetto "sistema Sorrento"

Il caso riguarda gli appalti comunali di Sorrento e quello che gli inquirenti hanno descritto come il cosiddetto "sistema Sorrento". Nel luglio 2025 il Riesame ha confermato l'impianto accusatorio complessivo della procura di Torre Annunziata, pur annullando alcune misure cautelari per motivi procedurali.

I reati citati negli articoli includono corruzione, turbativa d'asta e peculato. Gli articoli descrivono l'accusa secondo cui Coppola avrebbe ricevuto tangenti, un'affermazione che resta da verificare in sede processuale.

Una prima condanna e la richiesta di risarcimento del Comune

Un altro sviluppo verificato offre ai lettori il contesto sullo stato dei procedimenti più ampi.

Nel caso sugli appalti comunali è già stata emessa una prima condanna: il tribunale di Torre Annunziata ha condannato Francesco Di Maio, collaboratore e componente dello staff dell'ex sindaco, a 4 anni e 2 mesi per due episodi di induzione indebita. Il caso è stato trattato con il rito abbreviato.

Nell'ottobre 2026 il Comune di Sorrento si è costituito parte civile nel procedimento con rito abbreviato, chiedendo 3 milioni di euro per danno d'immagine. Gli imputati in quel procedimento risultano includere Coppola, Raffaele Guida e Vincenzo Rescigno.

Cosa resta non chiaro

Le fonti non forniscono il calendario completo delle prossime udienze né l'esito definitivo del procedimento a carico di Coppola. Non consentono inoltre una verifica autonoma di ogni somma ed episodio contestati, oltre quanto riportato dalla stampa.

Per i residenti di Sorrento, l'effetto pratico dell'ultima decisione è limitato ma visibile: dopo quasi diciotto mesi lontano, l'ex sindaco sconterà ora la stessa misura cautelare — gli arresti domiciliari — nella sua casa di Sorrento mentre il procedimento giudiziario prosegue.