Castellammare di Stabia riapre il dibattito sulla sua futura forma urbana. Il circolo locale del Partito democratico ha presentato il piano urbanistico — il Piano urbanistico comunale, o Puc — come una priorità ancora irrisolta e lo utilizza per collegare uso del suolo, sicurezza quotidiana e riassetto dell'area portuale.

Le proposte sono politiche e programmatiche, non decisioni amministrative già adottate. Arrivano mentre il Comune, l'Autorità portuale e gli organismi ambientali nazionali portano avanti, ciascuno per la propria parte, i diversi tasselli del quadro urbanistico e portuale.

Stop al consumo di suolo, recupero del centro antico

Al centro della proposta democratica riportata da Il Mattino c'è il contenimento del consumo di suolo, con la tutela dell'ambiente e del paesaggio, il recupero del centro storico e più verde e spazi pubblici.

Il messaggio è che Castellammare dovrebbe crescere riusando e riqualificando l'esistente piuttosto che espandersi su nuove aree. Il centro antico, il verde pubblico e gli spazi condivisi sono presentati come la misura della qualità urbanistica, insieme all'attenzione per le spiagge, la raccolta dei rifiuti e il traffico.

Lo stesso documento affronta anche le spiagge libere, i rifiuti, il porto commerciale e Fincantieri, collocando le questioni ambientali e produttive dentro un'unica strategia urbana.

Traffico, parcheggi, zona a traffico limitato e controlli

Il secondo pilastro collega l'urbanistica alla sicurezza. La proposta chiede un nuovo piano del traffico, più parcheggi, una zona a traffico limitato (Ztl) più ampia e controlli più efficaci, con attenzione sia al centro sia alle periferie.

Nelle fonti esaminate non vi sono dati indipendenti che consentano di misurare l'efficacia attuale di videosorveglianza, controlli, Ztl o piano del traffico. Ciò che emerge con chiarezza dalle evidenze è l'impostazione politica: le regole della mobilità e la loro applicazione sono trattate come strumenti urbanistici, non solo come misure di ordine pubblico.

Porto commerciale e Fincantieri

Per il fronte a mare, la proposta chiede di rilanciare il porto commerciale e di tutelare e potenziare Fincantieri, inserendo la questione portuale nella strategia produttiva della città.

Il porto di Castellammare di Stabia rientra nella giurisdizione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Un'ordinanza del 5 luglio 2024 conferma tale competenza e rende continuativa la disciplina delle attività connesse alla pesca, precedentemente regolamentate in via sperimentale.

Questo dettaglio è importante per i lettori: gli usi portuali a Castellammare — dalla pesca alle attività commerciali — non sono governati solo dal Comune. Le regole dell'Autorità portuale si affiancano alla pianificazione comunale.

A che punto è formalmente il piano urbanistico

Separatamente dalle proposte di partito, il Comune ha formalizzato un percorso di pianificazione che comprende il Puc, le norme attuative edilizie e urbanistiche (Ruec) e la Valutazione ambientale strategica (Vas).

La pagina istituzionale pubblica l'approvazione preliminare del piano, con pubblicazione indicata all'11 febbraio 2025. Le fonti acquisite non chiariscono se il Puc abbia completato l'intero iter di approvazione dopo quella fase preliminare.

Per i residenti la distinzione è importante: l'approvazione preliminare apre il percorso di pianificazione e di verifica ambientale, ma non ne costituisce la conclusione.

Marina di Stabia e il più ampio riassetto dell'area portuale

Un altro tassello riguarda Marina di Stabia, il porto turistico. Una variante per le sue opere a terra è stata sottoposta a procedura di verifica ambientale, con il parere n. 1018 del 26 marzo 2024 del Ministero dell'Ambiente, pubblicato negli atti del Ministero.

La relazione tra quella variante di Marina di Stabia e il più ampio riassetto dell'area portuale richiede la consultazione degli elaborati progettuali completi e degli atti autorizzativi. Le evidenze disponibili confermano che le opere a terra del porto turistico sono passate attraverso la verifica ambientale, ma non chiariscono come la variante si inserisca nell'assetto portuale complessivo finale.

I lettori che seguono il «riassetto del porto» devono quindi tenere distinti tre binari: il procedimento comunale del Puc, la regolazione portuale dell'Autorità di Sistema Portuale e le procedure ambientali a livello di progetto per il porto turistico.

Ciò che li unisce nel dibattito attuale è il tentativo dei dem di tenerli insieme — nessun nuovo consumo di suolo, un centro storico recuperato, strade vivibili e un porto funzionante che mantenga industria e pesca accanto al turismo.