La manutenzione futura dei terrazzamenti agricoli e il futuro dei territori locali sono a rischio con la bozza di Piano Territoriale Metropolitano. È l'allarme lanciato da Luca Mascolo, vicesindaco di Agerola e presidente dell'Ente idrico campano, durante una Conferenza Metropolitana riunita a Santa Maria la Nova.
Le dichiarazioni, riportate da Il Mattino, ANSA e Metropolis, pongono Agerola al centro di una contestazione più ampia sollevata dai sindaci dei Monti Lattari e della piana pedemontana, che riguarda sia i contenuti sia il metodo della pianificazione metropolitana.
Cosa è successo
Secondo le tre testate, Mascolo ha criticato la bozza di Piano Territoriale Metropolitano durante la Conferenza Metropolitana, chiedendo che i territori siano ascoltati e che si apra un confronto diretto con le comunità locali prima che il piano vada avanti.
I resoconti descrivono l'intervento come parte di una posizione comune assunta dai sindaci dell'area dei Lattari e della piana pedemontana, che contestano l'attuale bozza e ne chiedono la correzione delle criticità.
Nelle fonti esaminate per questo articolo non era inclusa alcuna posizione ufficiale della Città Metropolitana di Napoli in risposta a queste obiezioni.
Perché i terrazzamenti sono centrali
La principale preoccupazione riportata riguarda il possibile effetto di vincoli non adeguati sulla manutenzione dei terrazzamenti agricoli.
Nel racconto di Mascolo, così come riportato, regole che non corrispondono alle condizioni agricole locali potrebbero scoraggiare la manutenzione costante dei terrazzamenti. Il timore espresso dai critici è che questo possa portare all'abbandono dei terreni e aggravare il dissesto idrogeologico.
Nelle fonti questo nesso è presentato come un rischio evidenziato dai critici del piano. Nella ricerca esaminata non sono stati acquisiti studi tecnici che quantifichino tale impatto.
Cosa chiedono i sindaci
I sindaci citati da ANSA e Metropolis hanno chiesto di rinviare l'adozione del Piano fino all'approvazione definitiva del Piano Paesaggistico Regionale.
La richiesta riportata dalle fonti è di fermare o rinviare il procedimento, aprire un confronto concreto con i Comuni e affrontare i problemi individuati prima di procedere.
L'obiezione non riguarda solo i tempi. Secondo Il Mattino e Metropolis, le comunità locali contestano anche il metodo di pianificazione, chiedendo maggiore attenzione alla conoscenza locale e il riconoscimento del ruolo e delle competenze dei Comuni.
Un equilibrio più ampio: tutela, agricoltura, servizi e sicurezza
Secondo Metropolis, le osservazioni dei sindaci chiedono una pianificazione capace di bilanciare tutela del paesaggio, contenimento del consumo di suolo, agricoltura, turismo, mobilità, servizi essenziali e sicurezza del territorio.
In altre parole, nel quadro proposto dai critici il dibattito non è presentato come una scelta tra tutela e sviluppo, ma come una richiesta di regole che mantengano vitale l'agricoltura, proteggano il paesaggio, contengano il consumo di suolo e consentano al tempo stesso turismo, trasporti, servizi e misure di sicurezza.
Questo elenco più ampio è utile per i lettori perché mostra perché i terrazzamenti sono diventati un simbolo della contesa: si trovano all'incrocio tra attività agricola, carattere del paesaggio e stabilità del territorio.
Cosa resta da chiarire
Diversi punti non hanno potuto essere verificati dalle fonti acquisite:
- Il testo integrale della bozza di Piano Territoriale Metropolitano e le specifiche norme contestate non sono stati acquisiti.
- Nelle fonti acquisite non era inclusa alcuna replica ufficiale dei promotori del Piano.
- Lo stato procedurale successivo alla Conferenza Metropolitana non è stato verificato nelle fonti acquisite.
Per ora, ciò che è documentato è il segnale politico: Agerola e altre piccole comunità dell'area dei Lattari e della zona pedemontana affermano che la bozza non riflette adeguatamente i loro territori, e chiedono che il processo sia sospeso e corretto attraverso un confronto diretto prima dell'adozione.