Le autorità campane riferiscono che non è in corso alcuna emergenza sanitaria legata al virus Shamonda negli allevamenti bovini e bufalini, dopo il monitoraggio seguito ai rilevamenti in alcuni campioni bovini e bufalini provenienti dalla provincia di Salerno.

La posizione è stata espressa dalla Regione Campania in coordinamento con i servizi veterinari e riportata da Il Mattino Napoli. Secondo la valutazione regionale, l'attività degli allevamenti può proseguire sotto sorveglianza, con misure valutate caso per caso dalle autorità competenti.

Cosa è stato rilevato in provincia di Salerno

Recenti rilevamenti sono stati segnalati in alcuni campioni bovini e bufalini provenienti dalla provincia di Salerno. Le fonti disponibili non indicano il numero esatto di campioni positivi, allevamenti o animali, né stabiliscono la prevalenza o l'estensione geografica del virus in Campania.

Il monitoraggio regionale coinvolge la Regione Campania, i servizi veterinari locali, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, l'osservatorio epidemiologico veterinario regionale e il centro di referenza nazionale.

Cos'è il virus Shamonda

Il virus Shamonda, abbreviato SHAV, è un virus a RNA a singolo filamento a senso negativo, con envelope, appartenente al genere Orthobunyavirus, famiglia Peribunyaviridae e sierogruppo Simbu.

Si tratta di un virus animale sotto sorveglianza veterinaria. In base alle conoscenze attualmente disponibili, l'infezione non è considerata trasmissibile all'uomo.

Come si trasmette

I moscerini ematofagi del genere Culicoides sono considerati il principale vettore di trasmissione.

La Regione precisa che per SHAV non risulta documentata una trasmissione diretta significativa da animale ad animale. La trasmissione verticale o transplacentare dalla madre al feto rappresenta una criticità rilevante, soprattutto per bovini e bufalini in gravidanza.

Segni segnalati negli animali

I segni segnalati negli animali possono includere febbre, diarrea, letargia, calo della produzione di latte e anomalie riproduttive o congenite.

Le evidenze della letteratura veterinaria indicano la malattia congenita e l'infezione transplacentare come un ambito di attenzione negli studi sugli animali e nelle indagini sul campo. La piena relazione causale tra SHAV e malattia riproduttiva, congenita o neurologica resta oggetto di studio.

Nessun rischio noto da latte o carne al momento

In base alle conoscenze attualmente disponibili, non sono noti al momento rischi legati al consumo di latte o carne.

Tale valutazione riflette le conoscenze attuali e il monitoraggio in corso, non una valutazione del rischio esaustiva e conclusa.

Cosa significa un animale positivo per un allevamento

Un animale positivo non comporta automaticamente la chiusura dell'allevamento, l'abbattimento o la distruzione del latte. Le misure dipendono dalla situazione specifica e dalla valutazione dell'autorità competente.

Un quadro europeo più ampio nel 2026

Il virus è stato rilevato in diversi contesti europei nel corso del 2026, ma la sua distribuzione e il suo pieno significato clinico restano oggetto di studio.

L'Animal and Plant Health Agency del Regno Unito, ad esempio, ha rilevato SHAV nei bovini di Jersey e ha segnalato febbre, diarrea, letargia, calo della produzione di latte e possibili effetti congeniti legati alla gravidanza.

Dalle fonti non è chiaro se i rilevamenti in Campania appartengano a un lignaggio europeo o rappresentino un'introduzione distinta.

Cosa resta da chiarire

Il numero esatto di animali coinvolti in Campania non è stato pubblicato nelle fonti esaminate. La prevalenza nella regione, l'estensione geografica della circolazione e il completo significato clinico dell'infezione sono ancora in fase di valutazione attraverso il monitoraggio veterinario.