Il 12 ottobre 2026 il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato un incontro istituzionale in Prefettura sulla mancanza di acqua ed elettricità nel campo rom attrezzato della zona ASI di Giugliano in Campania.

All'incontro hanno partecipato rappresentanti, tra gli altri, di Regione Campania, Comune di Giugliano, Città Metropolitana di Napoli, Enel, Consorzio ASI, Ente Idrico Campano e forze dell'ordine. Al centro c'era l'interruzione dei servizi essenziali nel campo della zona ASI, non una più ampia politica sugli insediamenti.

Nessun riallaccio elettrico in condizioni di sicurezza

Per l'energia elettrica, l'incontro ha rilevato l'impossibilità di procedere al riallaccio in condizioni di sicurezza. Nessuna relazione tecnica indipendente disponibile nelle fonti chiarisce l'origine del problema elettrico, e non risulta documentata alcuna data per il riallaccio.

L'interruzione di corrente ha conseguenze dirette sulla fornitura idrica. Senza elettricità per le pompe, le operazioni di riempimento delle cisterne del campo risultano rallentate, anche quando l'acqua raggiunge la zona.

Acqua con autobotti, poi di notte

Il Comune di Giugliano ha riferito di aver garantito la fornitura idrica con autobotti nei mesi di agosto e settembre. Da ottobre, il miglioramento della pressione nella rete del Consorzio ASI ha permesso all'acqua di arrivare al campo nelle ore notturne e di riempire le cisterne.

Questo arrivo notturno non va letto come un pieno ripristino del servizio idrico continuo. Il Comune si è impegnato a monitorare costantemente, con particolare attenzione alle ore serali, l'afflusso dell'acqua al campo.

Un possibile sollievo più duraturo è legato al potenziamento della rete ancora in corso da parte del Consorzio ASI e della Regione Campania. Una precedente riunione in Prefettura aveva già esaminato il ripristino dei servizi essenziali nella zona ASI, con il ricorso alle autobotti in attesa di interventi sulla rete idrica del Consorzio ASI.

Una crisi che dura dalla primavera

L'incontro di ottobre è arrivato dopo mesi di problemi idrici documentati. Il 4 giugno il prefetto aveva effettuato un sopralluogo nel campo della zona ASI e aveva disposto l'invio di autobotti dei Vigili del Fuoco per far fronte alla carenza d'acqua.

Secondo un'inchiesta dell'Associazione 21 luglio, le condizioni si sono aggravate dal 13 maggio 2026 con l'interruzione dell'acqua e il successivo distacco dell'elettricità. Il campo è descritto come un insediamento in cui i residenti vivono in 18 container.

L'esatto numero attuale dei residenti resta approssimativo. Fanpage indicava circa cento persone al momento del sopralluogo di giugno, mentre l'inchiesta dell'Associazione 21 luglio indicava circa 120-130 persone. Le fonti non concordano e nelle evidenze raccolte non è fornito alcun dato consolidato più recente.

Cosa è stato concordato e cosa resta aperto

Quanto documentato dopo il 12 ottobre è limitato e pratico: monitoraggio continuo da parte del Comune dell'afflusso idrico notturno, uso prolungato delle cisterne riempite di notte e potenziamento della rete ancora in corso da parte del Consorzio ASI e della Regione Campania.

Nelle fonti disponibili restano aperte due questioni. La prima è che l'elettricità non può essere riallacciata in sicurezza, e questo limita il pompaggio necessario per uno stoccaggio affidabile dell'acqua. La seconda è che la fornitura idrica notturna riempie le cisterne ma non equivale a un servizio continuo diurno, soprattutto per un campo di circa cento o più residenti.

Chi segue il caso dovrebbe guardare a due sviluppi concreti: la conferma che l'afflusso notturno resti stabile attraverso il monitoraggio serale annunciato dal Comune, e qualsiasi accertamento tecnico che consenta il riallaccio elettrico in sicurezza e il normale funzionamento delle pompe.