I servizi di sepoltura nel cimitero di Poggioreale a Napoli restano condizionati dalle conseguenze delle cappelle crollate nel 2022. Secondo Il Mattino, al momento del servizio giornalistico le salme recuperate erano ancora in attesa di trasferimento, mentre le famiglie in visita per le giornate della commemorazione dovevano affrontare anche forti aumenti dei prezzi dei fiori.
Il problema riguarda le salme recuperate dalle macerie delle cappelle crollate. Dopo il crollo di due cappelle nel 2022, circa 1.800 salme furono ricomposte in una tendostruttura temporanea, secondo l'assessore comunale citato dal giornale. Di queste, 1.500 erano state riconosciute e 300 restavano non riconosciute.
Delle 1.500 salme riconosciute, 256 erano state reclamate dalle famiglie al momento dell'articolo. L'articolo non fornisce aggiornamenti successivi, e la ricerca validata segnala che il servizio originale è riservato agli abbonati, per cui i dati più recenti non hanno potuto essere verificati in modo indipendente.
Trasferimenti completati e trasferimenti previsti
Il trasferimento di 210 bare nel Grande Ipogeo era stato completato al momento del servizio. Per le bare restanti, il piano descritto nell'articolo indicava trasferimenti verso l'Arciconfraternita di Ponticelli e verso alcuni loculi di Poggioreale.
Il Comune aveva inoltre delineato interventi di messa in sicurezza e recupero delle salme ancora sotto le cappelle dichiarate non sicure, con una durata stimata di 10-12 mesi e un costo indicato di 1,2 milioni di euro. Lo stato attuale di tali cappelle e l'effettiva realizzazione del recupero tecnico previsto non risultano verificati nelle fonti disponibili.
Per contesto, le operazioni tecniche per recuperare le bare rimaste sospese e i resti mortali coinvolti nel crollo parziale della cappella Resurrezione 1 erano iniziate nell'ottobre 2022. Il Comune aveva annunciato l'avvio delle operazioni il 27 ottobre 2022, dopo il crollo avvenuto il 17 ottobre 2022.
Prezzi dei fiori in aumento per le visite di commemorazione
I visitatori segnalavano inoltre prezzi dei fiori più alti. L'articolo attribuisce i rincari in parte a difficoltà nella filiera e a un blocco degli autotrasportatori. Per i crisantemi riporta un aumento all'origine superiore al 33% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Tale dato sui prezzi proviene da un'unica fonte giornalistica e non è stato confrontato con statistiche ufficiali di mercato, per cui va letto come un aumento segnalato e non come una misura valida per l'intero mercato.
Cosa resta da chiarire
Diversi punti restano irrisolti nelle evidenze verificate. Non risulta confermato se tutti i trasferimenti previsti verso Ponticelli e Poggioreale siano stati completati dopo la pubblicazione dell'articolo. Non risultano confermate nemmeno le condizioni attuali delle cappelle dichiarate non sicure, né l'esito del progetto tecnico di recupero proposto.
I lettori che seguono questa vicenda dovrebbero quindi considerare i numeri sopra riportati come l'ultimo punto di cronaca verificato: 1.800 salme ricomposte, 1.500 riconosciute, 300 non riconosciute, 256 reclamate e 210 bare trasferite nel Grande Ipogeo, con ulteriori trasferimenti indicati ma non verificati come completati.