Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi presenta la riqualificazione di Scampia come una rottura con la lunga associazione del quartiere con Gomorra e come l'inizio di un'identità orientata al futuro per la zona.

L'occasione è stata la presentazione delle nuove case popolari davanti alla Vela Celeste, l'edificio al centro del programma Restart Scampia. Secondo quanto riportato, Manfredi ha descritto il progetto come la prova che Scampia si sta lasciando alle spalle lo «stigma di Gomorra» e sta diventando un simbolo di sviluppo, diritto alla casa e rinascita per Napoli.

97 nuove case davanti alla Vela Celeste

L'elemento più concreto presentato questa settimana è abitativo: 97 nuove case costruite davanti alla Vela Celeste.

Quell'edificio è indicato come l'unica delle sette Vele originarie destinata a restare in piedi. La riqualificazione più ampia prevede la demolizione o la sostituzione di gran parte del complesso delle Vele e la sua sostituzione con nuovi edifici residenziali.

Manfredi ha legato direttamente le nuove case al diritto all'abitazione dei residenti. Nella sua lettura, riportata da Il Mattino, la combinazione di nuove abitazioni, investimenti e presenza dell'università fa di questa «la Scampia della Napoli del futuro».

Le prime case dovrebbero essere consegnate tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, secondo l'ANSA.

Un progetto accelerato dopo il crollo del 2024

La riqualificazione ha accelerato dopo il crollo di un ballatoio alla Vela Celeste il 22 luglio 2024, in cui morirono tre persone.

Quell'evento ha riportato l'attenzione politica e pubblica sulle condizioni abitative nelle Vele e sul programma di sostituzione a lungo rinviato. Manfredi ha presentato la fase attuale come una risposta a decenni di promesse non mantenute — un passaggio, nella sua interpretazione, dagli annunci alla realizzazione concreta.

Il sindaco ha anche collegato il progetto di Scampia a un più ampio recupero dell'immagine di Napoli, sostenendo che realizzare case e investimenti pubblici in uno dei quartieri più stigmatizzati della città segnali una direzione diversa per la città nel suo insieme.

Cosa capire di «Gomorra non esiste più»

«Gomorra non esiste più» è una dichiarazione politica e d'immagine attribuita a Manfredi, non la prova che la criminalità o il disagio sociale siano scomparsi da Scampia.

Va intesa come una formula che riassume il messaggio voluto dalla città: Scampia non dovrebbe più essere raccontata soprattutto attraverso l'immagine letteraria e televisiva di Gomorra, ma attraverso le nuove case, le istituzioni pubbliche e gli investimenti programmati.

Le fonti non stabiliscono in modo indipendente gli effetti di lungo periodo della riqualificazione sulle condizioni di vita dei residenti, sull'occupazione o sui livelli di criminalità. Quegli esiti dipenderanno dalla consegna delle case nei tempi previsti, dalla gestione della restante Vela Celeste, dai servizi di accompagnamento e dal modo in cui saranno sistemati gli abitanti vecchi e nuovi.

Cosa guardare adesso

Due questioni pratiche contano di più per chi segue questa storia.

La prima, i tempi: se le prime case saranno consegnate nella finestra annunciata tra fine 2026 e inizio 2027.

La seconda, la completezza: il numero finale delle abitazioni e il cronoprogramma completo per la rimozione o la sostituzione del resto del complesso delle Vele non sono ancora stabiliti dalla documentazione disponibile. L'articolo completo de Il Mattino è riservato agli abbonati, quindi alcuni dettagli del progetto non hanno potuto essere verificati in modo indipendente.

Per ora, il nucleo verificato è questo: 97 case presentate, una Vela destinata a restare in piedi su sette, un orizzonte di consegna tra fine 2026 e inizio 2027, e un sindaco che sostiene che Scampia sta scrivendo un altro futuro.