Gli studenti dell'Università di Napoli Federico II hanno di nuovo montato le tende nel cortile del complesso di Porta di Massa per protestare contro il caro affitti e chiedere posti letto a prezzo calmierato e a gestione pubblica.

L'iniziativa riporta la protesta per la casa dentro una delle sedi centrali dell'ateneo a Napoli. Secondo le informazioni validate, gli studenti sostengono che le misure adottate finora non garantiscano il diritto allo studio e il diritto all'abitare, e chiedono alloggi a prezzo calmierato con gestione pubblica.

Una protesta iniziata nel 2023

Le nuove tende seguono una mobilitazione diventata visibile a Napoli nel 2023, quando gli studenti si accamparono fuori dalla Federico II nell'ambito della più ampia protesta studentesca italiana contro gli affitti alti e la carenza di residenze universitarie.

All'epoca, gli studenti riferivano di pagare da 450 a 500 euro al mese per una stanza a Napoli, spesso senza un contratto regolare e con le utenze da pagare a parte. Un resoconto più recente citato da RaiNews indicava una stanza singola in appartamento condiviso intorno ai 400 euro, utenze escluse, a conferma che i prezzi restano difficili da sostenere per gli studenti fuori sede, anche se le cifre variano a seconda del periodo, della zona e del tipo di contratto.

Nel 2023 gli studenti segnalavano inoltre oltre 3.000 beneficiari di borse di studio senza sistemazione garantita, segno che il solo sostegno economico non risolveva il problema abitativo.

Perché Napoli è particolarmente esposta

Dalle fonti emergono due fattori ricorrenti: la conversione delle abitazioni in B&B e affitti turistici, e la carenza di residenze universitarie pubbliche.

RaiNews ha collegato la crisi abitativa alla trasformazione di appartamenti residenziali in strutture turistiche, che riduce lo stock disponibile per gli affitti di lungo periodo. Le fonti descrivono il turismo e i B&B come un fattore rilevante a Napoli, senza fornire una stima unica e quantificata del loro effetto sugli affitti.

Allo stesso tempo, l'edilizia universitaria pubblica resta insufficiente. Per gli studenti della Federico II, l'unica residenza Adisurc indicata come disponibile nelle informazioni raccolte era quella di Pozzuoli, con 299 posti letto — un'opzione limitata per una popolazione universitaria numerosa, e situata fuori dal centro di Napoli.

Nuovi studentati annunciati, ma tempi e accessibilità economica restano incerti

L'università e le istituzioni locali hanno indicato nuovi progetti di residenze studentesche come risposta. La ricerca non conferma se tali progetti siano già operativi né quanti posti letto siano effettivamente disponibili oggi.

Questa incertezza è centrale per chi segue la vicenda: gli annunci da soli non rispondono alla richiesta principale degli studenti, cioè posti letto disponibili in tempi brevi e accessibili, a gestione pubblica.

Gli elementi concreti da osservare sono quindi pratici, non retorici — quanti posti a prezzo calmierato verranno aperti, dove saranno collocati, chi li gestirà e quanto gli studenti pagheranno effettivamente una volta inclusi utenze e condizioni contrattuali.

Cosa resta da verificare

Le informazioni acquisite non specificano quanti studenti partecipino all'ultima installazione delle tende a Porta di Massa né per quanto tempo le tende resteranno. Le cifre sugli affitti citate nelle fonti si riferiscono a periodi diversi e non vanno lette come una rilevazione aggiornata dell'intero mercato degli affitti di Napoli.