I carabinieri di Formello hanno arrestato due giovani di Napoli, di 18 e 19 anni, gravemente indiziati di tentata truffa aggravata dopo un presunto raggiro ai danni di una coppia di anziani.

Secondo quanto riportato da Il Mattino e RomaToday, i due sospetti si sarebbero presentati come carabinieri della stazione di Mentana. Avrebbero contattato la coppia per telefono sostenendo che fosse dovuto un risarcimento per una rapina mai avvenuta, in un racconto legato all'auto dei due anziani.

Anziché trovare vittime vulnerabili alla porta, i sospetti hanno trovato i veri carabinieri ad attenderli. Il comandante della stazione di Formello e un collega si erano finti operatori sanitari in visita domiciliare, così da restare all'interno dell'abitazione e intervenire al momento dell'arrivo dei due. Entrambi i giovani sono stati arrestati all'ingresso della casa.

Il Mattino riferisce che gli arresti sono stati successivamente convalidati dall'Autorità giudiziaria.

Come avrebbe funzionato il presunto raggiro

I resoconti descrivono una sequenza comune nei casi di truffa con falsa identità, qui ricostruita solo sulla base di quanto riportato dalle due testate citate:

  1. Una prima telefonata in cui gli interlocutori si sono presentati come personale della stazione carabinieri di Mentana.
  2. Una richiesta di denaro, presentata come risarcimento collegato a una rapina mai avvenuta.
  3. Un ritiro a domicilio pianificato, con i sospetti diretti all'abitazione della coppia di anziani per raccogliere denaro o beni preziosi.
  4. L'intervento dei veri carabinieri, che avevano preso il posto degli operatori sanitari durante una simulata visita domiciliare e hanno fermato i sospetti sulla porta di casa.

Non è stato riportato il valore preciso del denaro o dei beni preziosi che i sospetti avrebbero cercato di ottenere.

Cosa è confermato e cosa non è ancora noto

I resoconti pubblicati indicano come luogo Formello, come presunte vittime una coppia di anziani e come sospetti un 18enne e un 19enne, entrambi originari di Napoli.

Le fonti consultate non riportano i nomi degli indagati. Non specificano inoltre la data e l'orario esatti dell'operazione.

Il caso resta nella fase delle indagini. Le informazioni disponibili riguardano una sospetta tentata truffa aggravata, non un accertamento definitivo di responsabilità penale.