Gli studenti delle università napoletane hanno organizzato un presidio con tende e striscioni in piazza Municipio, davanti a Palazzo San Giacomo, per protestare contro gli affitti elevati, la crisi abitativa, la gentrificazione e il carovita.
La protesta è stata organizzata dai Collettivi Autorganizzati Universitari (CAU). Secondo quanto riportato da Il Mattino, che ha descritto la manifestazione mentre era in corso, i manifestanti hanno montato le tende nella piazza di fronte al Comune per rendere visibile, nel centro di Napoli, la mancanza di alloggi per gli studenti.
Cosa chiedono gli studenti
La richiesta centrale riguarda l'accesso all'alloggio studentesco. Il CAU ha chiesto che il nuovo studentato annunciato dal sindaco sia davvero accessibile a studenti e giovani lavoratori.
Il nodo è l'accessibilità economica. Un portavoce del CAU citato nella cronaca ha criticato l'ipotesi di pagare 600 euro di affitto, descrivendo quella cifra come inaccessibile per uno studente o un giovane lavoratore.
Gli organizzatori hanno inquadrato esplicitamente la protesta attorno al carovita e alla speculazione immobiliare. Il loro messaggio, riassunto nello slogan citato nel titolo — «Non bisogna speculare sul diritto all'abitare» — è che l'abitare non deve essere trattato come un bene speculativo.
Una mobilitazione nazionale più ampia
Il flash mob di Napoli in piazza Municipio era stato annunciato per il 26 ottobre e faceva parte di una mobilitazione coordinata segnalata in diverse città universitarie italiane.
Secondo Fanpage, azioni analoghe erano state annunciate a Padova, Bologna, Parma e Firenze, collegando le vertenze locali su affitti e prezzi a una campagna più ampia in vista dello sciopero generale del 30 ottobre.
Questo contesto è importante per chi legge da Napoli: le tende in piazza Municipio sono state un'azione locale — concentrata sugli affitti napoletani e sul nuovo studentato promesso — ma collegata a una protesta studentesca nazionale sull'abitare e sul carovita.
Cosa resta da chiarire
Diverse questioni pratiche sollevate dalla protesta non possono ancora trovare risposta nella cronaca disponibile:
- Le fonti non indicano il numero preciso di posti letto, il progetto definitivo, i canoni né la data di apertura del nuovo studentato di cui parlano i manifestanti.
- La cronaca non include una rilevazione indipendente sui canoni medi degli affitti per studenti a Napoli con cui confrontare la cifra di 600 euro citata dal portavoce del CAU.
- Nelle fonti acquisite finora non risulta documentata alcuna risposta ufficiale del Comune di Napoli o delle università alle richieste degli studenti.
Per gli studenti e i residenti che seguono la questione, i prossimi passaggi verificabili da tenere d'occhio sono eventuali dettagli pubblicati sul nuovo studentato — capienza, requisiti di accesso, canoni regolamentati e tempi — e un'eventuale risposta formale da Palazzo San Giacomo.