Vittorio De Luca è stato assolto nel procedimento relativo all’intimidatorio cartellone con la scritta “Bla bla bla” collocato vicino alla chiesa di San Paolo Apostolo, nel Parco Verde di Caivano, la parrocchia di don Maurizio Patriciello.
Secondo Il Mattino, il tribunale ha assolto De Luca perché non ha commesso il fatto contestato. Il resoconto disponibile non riporta la motivazione completa della decisione.
L’accusa riguardava presunte minacce aggravate collegate al cartellone e a un ordigno esplosivo collocato vicino al cancello pedonale della chiesa. I materiali di ricerca li descrivono entrambi come contestazioni nell’ambito dello stesso procedimento; non stabiliscono chi abbia collocato il cartellone o l’ordigno.
Il caso comprendeva anche l’accusa secondo cui De Luca avrebbe minacciato con un coltello Bruno Mazza, descritto come rappresentante del settore giovanile e scolastico dell’associazione “Un’infanzia da vivere”.
La chiesa nel Parco Verde
La chiesa al centro del caso è San Paolo Apostolo, nel Parco Verde di Caivano, dove Patriciello svolge il ruolo di parroco. RaiNews descrive Patriciello come una persona che vive sotto protezione a causa delle minacce legate alla sua attività anti-camorra.
Questo contesto aiuta a capire perché un cartellone intimidatorio e un ordigno esplosivo vicino al cancello della chiesa siano stati trattati come presunte minacce aggravate, e non come un semplice atto vandalico.
Una precedente polemica pubblica
Il caso segue una precedente polemica pubblica che coinvolge un altro De Luca: Vincenzo De Luca.
Open riporta che Vincenzo De Luca ha definito don Patriciello il “Pippo Baudo dell’area Nord di Napoli” e ha detto che il sacerdote non aveva il monopolio della lotta contro la camorra. RaiNews riporta che quelle dichiarazioni hanno reso Patriciello oggetto di una più ampia polemica politica, suscitando le critiche di Giorgia Meloni e una risposta del sacerdote.
Quella precedente polemica è solo il contesto. L’imputato assolto nel caso del cartellone “Bla bla bla” è Vittorio De Luca.
Cosa l’assoluzione non stabilisce
L’assoluzione riguarda il caso del cartellone e delle minacce e non deve essere confusa con un diverso procedimento relativo alla consegna di un proiettile a Patriciello.
Il Mattino riporta che il legale di De Luca ha detto che l’assoluzione potrebbe essere rilevante per un ricorso relativo a una separata condanna per atti persecutori aggravati dal metodo mafioso. I materiali accessibili non riportano la motivazione completa di nessuna delle due decisioni, quindi il preciso effetto giuridico dell’assoluzione su quel ricorso resta da stabilire in sede giudiziaria.