Quindici detenuti della sezione ad alta sicurezza Tirreno del carcere di Secondigliano, a Napoli, hanno iniziato lezioni di calcio guidate da allenatori del settore giovanile della SSC Napoli.
L'iniziativa utilizza il calcio nell'ambito di un programma più ampio incentrato su crescita personale, inclusione, leadership e reinserimento sociale.
Cosa sta accadendo
Le lezioni sono condotte da allenatori del settore giovanile della SSC Napoli. Il gruppo coinvolto è indicato in 15 detenuti provenienti dalla sezione Tirreno.
Le sedute uniscono l'allenamento calcistico al lavoro su comunicazione, collaborazione, responsabilità, leadership e problem-solving. Secondo le informazioni disponibili, il programma prevede sia teoria sia pratica, con attenzione alla responsabilità personale oltre che alle competenze relazionali.
Twinning Project ETS fornisce la metodologia del progetto.
Dove si svolge il progetto
Le attività si svolgono presso la Casa Circondariale "Pasquale Mandato" a Secondigliano, Napoli. Il Ministero della Giustizia identifica l'istituto come Casa circondariale Pasquale Mandato a Napoli Secondigliano, in via Roma Verso Scampia.
Le cronache citano come soggetti coinvolti il carcere Pasquale Mandato, Twinning Project ETS, SSC Napoli ed Enel Cuore, con il coinvolgimento del garante dei detenuti della Campania.
Un programma sportivo più ampio a Secondigliano
Le lezioni di calcio si inseriscono in un più ampio contesto locale di reinserimento attraverso lo sport a Secondigliano.
Sport Senza Frontiere descrive un percorso biennale di formazione sportiva a Secondigliano, con corsi di calcio, formazione per arbitri e corsi per istruttori, orientati al reinserimento sociale e lavorativo. Questo contesto più ampio risulta comprendere corsi di calcio e padel, oltre alla formazione arbitrale e alla formazione per istruttori.
Dalle fonti accessibili non risultano ancora stabiliti il calendario completo del programma, il numero delle sedute, l'elenco completo del personale coinvolto né gli esiti di lungo periodo. Le stesse fonti non chiariscono inoltre se il gruppo di 15 persone rappresenti l'intera popolazione del programma o solo una prima coorte.