Capri e Pozzuoli sono tra le quattro finaliste per la Capitale italiana dell'Arte contemporanea 2028. Hanno raggiunto la fase finale insieme a Padova e alla candidatura Civita di Bagnoregio–Bolsena.

La città vincitrice dovrebbe essere proclamata entro il 30 ottobre e riceverà 1 milione di euro per le attività e gli interventi previsti nel dossier di candidatura. Il programma ufficiale definisce il contributo come 1 milione di euro destinato alla creazione e alla riqualificazione di aree e spazi per l'arte contemporanea.

Pozzuoli concorre con «La città delle fragilità creative». La proposta parte dal rapporto storico della città con il bradisismo e la vulnerabilità come base per una rigenerazione culturale e urbana.

Capri concorre con «Le sirene del nuovo». La proposta utilizza la mitologia delle sirene legata all'isola per affrontare temi contemporanei come desiderio, immagine, consumo, turismo e intelligenza artificiale.

Il progetto di Pozzuoli è stato ideato da Paolo Lubrano, con la direzione artistica di Francesco Cascino, la partecipazione del regista Luigi Pingitore e un comitato scientifico presieduto da Pierpaolo Forte.

Cosa finanzierebbe il premio

Per chi segue le due candidature campane, il punto pratico è cosa copre il milione di euro. Secondo il quadro del programma, è assegnato al dossier vincitore per la creazione e la riqualificazione di spazi destinati all'arte contemporanea, oltre alle relative attività e interventi. In altre parole, il concorso riguarda luoghi e progetti per l'arte contemporanea, non solo un calendario di eventi.

Come si inserisce l'edizione 2028 nel programma

L'iniziativa della capitale dell'arte contemporanea è un programma nazionale ricorrente. Il sito ufficiale indica Gibellina come detentrice del titolo 2026 e Alba come detentrice del titolo 2027. Le candidature per l'edizione 2028 dovevano essere presentate entro il 15 giugno 2026.

Quale finalista abbia poi vinto il titolo 2028 non risulta dalle fonti disponibili per questo articolo, e i dossier completi di candidatura, i cronoprogrammi attuativi e gli elenchi completi delle istituzioni partner di Capri e Pozzuoli non erano pubblicati nei materiali esaminati.