Raffaele Paudice, per la CGIL Napoli e Campania, afferma che la risposta del governo all'emergenza dei Campi Flegrei lascia fuori due questioni centrali: il lavoro e la casa. Secondo la sua valutazione, il decreto non affronta in modo adeguato le politiche per l'occupazione, le famiglie sfollate, gli sfratti, la limitata disponibilità di alloggi e l'aumento degli affitti.

Paudice lega la questione occupazionale a un allarme più ampio sul rischio di desertificazione industriale e produttiva. Cita il centro Olivetti come simbolo di questo problema: senza tutele per il lavoro e le attività produttive, sostiene, le misure di emergenza rischiano di svuotare il territorio che dovrebbero aiutare.

Sul fronte abitativo, la posizione della CGIL è che le misure per i residenti sfollati siano insufficienti. Paudice chiede una sospensione completa degli sfratti per i residenti colpiti dall'emergenza e interventi contro la speculazione sui prezzi delle case e sugli affitti.

L'argomentazione più generale della CGIL, espressa anche da Nicola Ricci insieme a Paudice, è che la ricostruzione dovrebbe preservare i residenti, le attività produttive e il tessuto sociale dell'area. In questa prospettiva, il decreto è inadeguato e insufficiente perché non tutela a sufficienza la casa, non stanzia risorse adeguate, non salvaguarda le attività produttive e non previene lo spopolamento.

Cosa prevede il decreto

Il provvedimento in questione è il Decreto-legge n. 91 del 2 luglio 2024. Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, stabilisce misure urgenti legate al rischio sismico da bradisismo nei Campi Flegrei, comprese misure riguardanti gli edifici danneggiati, le infrastrutture essenziali e il disagio abitativo.

Le dichiarazioni di Paudice descrivono una prima lettura della bozza del decreto. Il testo legislativo finale esatto e le eventuali modifiche successive non sono stabiliti dai resoconti delle sue dichiarazioni.

Dov'è la zona di intervento

La zona di intervento ufficialmente individuata comprende aree di Pozzuoli, Bacoli e Napoli, tra cui Bagnoli e parti di Soccavo, Pianura e Posillipo. La zona è stata individuata sulla base dei dati di sismicità e di deformazione del suolo.

La pianificazione di emergenza della Protezione Civile stima 84.961 residenti e 15.516 edifici residenziali nella zona. Questi dati su popolazione ed edifici sono stime legate alla metodologia di pianificazione di emergenza citata.

Cosa resta poco chiaro

Le fonti disponibili documentano le valutazioni e le richieste della CGIL, ma non verificano in modo indipendente l'entità degli aumenti degli affitti, il numero delle procedure di sfratto o l'impatto occupazionale preciso nell'area. Inoltre non attestano i successivi risultati di attuazione delle misure del decreto in materia di casa e ricostruzione.

Il testo legislativo finale e la successiva attuazione restano quindi poco chiari sulla base di questa ricerca. Ciò che è documentato è la preoccupazione centrale della CGIL: che la tutela delle attività produttive e la prevenzione dello spopolamento dovrebbero far parte della risposta all'emergenza, insieme all'assistenza per gli edifici e le famiglie sfollate.