Gli studenti del Liceo Classico G. de Bottis di Torre del Greco sono rimasti fuori dalle aule il 20 ottobre 2026 per protestare contro i disagi provocati dai lavori strutturali in corso nella scuola.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, gli studenti hanno denunciato lavori di riqualificazione non terminati, con parti della scuola transennate e non accessibili, che rendono difficile studiare in condizioni normali.
Aree transennate e un buco recintato nel cortile
Gli studenti hanno segnalato diverse aree transennate all'interno dello storico edificio scolastico, compresi spazi che a loro dire non possono essere utilizzati.
Tra i problemi citati ci sono spazi non accessibili — tra cui la palestra maschile — e un buco recintato nel cortile della scuola. Gli studenti hanno descritto la situazione come incompatibile con le lezioni regolari.
I lavori riguardano il primo piano dell'edificio scolastico di Viale Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, dove la Città Metropolitana di Napoli aveva previsto interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.
La dirigenza scolastica aveva in precedenza descritto i lavori in modo diverso. Secondo la stampa locale, la dirigente scolastica li aveva definiti interventi ordinari, senza pericolo grave o imminente. La protesta degli studenti del 20 ottobre racconta invece l'esperienza opposta: spazi utilizzabili ridotti, routine quotidiana stravolta e condizioni ritenute inadatte allo studio.
Dalle fonti disponibili non risulta verificato se il buco nel cortile o la palestra maschile siano stati formalmente dichiarati non sicuri dalle autorità competenti.
Doppi turni e lezioni pomeridiane
I lavori hanno cambiato anche l'orario scolastico.
Gli interventi di manutenzione hanno portato a un orario su doppi turni, con lezioni pomeridiane indicate nella fascia 12:15-16:25. Questo cambiamento è al centro della protesta degli studenti: meno tempo con piena disponibilità dell'edificio e, per alcune classi, una giornata scolastica spostata al pomeriggio.
Secondo una fonte, circa un centinaio di studenti ha sfilato nel centro cittadino per richiamare l'attenzione sul nuovo orario e chiedere un intervento dell'ente provinciale, che ha competenza sugli edifici delle scuole superiori.
I doppi turni significano che le aule vengono usate a rotazione da gruppi diversi perché l'intero edificio non è disponibile nello stesso momento. In pratica, questo può incidere su trasporti, pausa pranzo, attività extrascolastiche e tempo di studio a casa.
Una protesta locale dentro una mobilitazione studentesca più ampia
La protesta del De Bottis non riguarda solo l'edificio.
Il 19 ottobre 2026 la scuola risultava occupata dagli studenti, con lo striscione "De Bottis occupato" esposto all'esterno. Secondo quanto riportato dall'ANSA, quell'azione era legata alle preoccupazioni degli studenti per il loro futuro e ai timori sul Decreto Scuola.
La protesta del 20 ottobre per i lavori strutturali si inserisce quindi in una mobilitazione più ampia. Le fonti disponibili non chiariscono se l'occupazione segnalata il 19 ottobre sia proseguita il giorno successivo, né quanto sia durata la manifestazione del 20 ottobre fuori dalle aule.
Cosa resta da chiarire
Restano aperte diverse questioni pratiche.
Non esiste una data di fine lavori verificata né un cronoprogramma ufficiale aggiornato. Non risulta inoltre una risposta successiva della dirigente scolastica o della Città Metropolitana di Napoli alle contestazioni sollevate il 20 ottobre.
Gli studenti restano in un edificio dove, secondo il loro racconto, la riqualificazione è incompleta, alcuni spazi non sono accessibili e i turni pomeridiani continuano. La precedente valutazione dell'amministrazione scolastica non aveva individuato un pericolo grave o imminente, ma quella valutazione precede le ultime proteste degli studenti e non risolve la segnalata perdita di spazi utilizzabili.