Una proposta per trasformare l'ex area industriale Corradini di San Giovanni a Teduccio in un centro scientifico e tecnologico emerge da una recente missione istituzionale e imprenditoriale in Cina che ha coinvolto avvocati, accademici e rappresentanti della città di Napoli.
L'idea è stata illustrata dagli avvocati Carmine Foreste e Francesco Di Lieto su Il Mattino, dopo una missione descritta come un ponte culturale ma anche economico e imprenditoriale tra Napoli e la Cina. Secondo quanto riportato, la delegazione comprendeva rappresentanti del Comune di Napoli, dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e dell'Ordine degli Avvocati di Napoli.
La proposta riguarda Napoli Est. L'ex sito Corradini diventerebbe un hub in cui le competenze scientifiche e tecnologiche locali aiutano ad adeguare i prodotti cinesi ai requisiti europei di sicurezza e normativi. Francesco Di Lieto ha presentato questo lavoro di adeguamento — portare prodotti sviluppati per altri mercati in conformità con gli standard europei — come un ruolo concreto che il polo napoletano potrebbe svolgere.
La vicinanza della Federico II è stata indicata come un punto di forza centrale. La presenza dell'ateneo a San Giovanni a Teduccio, inclusa la sua Apple Academy, è stata individuata come fonte di competenze tecniche e di giovani talenti per il centro proposto.
Carmine Foreste ha descritto un ruolo di supporto per gli avvocati napoletani nell'assistere investitori e imprese locali su burocrazia, fiscalità, opportunità della Zona Economica Speciale, contratti, proprietà intellettuale, marchi, brevetti, nuove tecnologie e intelligenza artificiale.
L'Ordine degli Avvocati di Napoli ha inoltre dichiarato di aver firmato un memorandum sottoposto alle autorità cinesi per consolidare le relazioni istituzionali tra Napoli e la Cina.
Ciò che non è ancora chiaro è quanto il progetto sia andato oltre la fase di proposta. Le fonti non stabiliscono se la riqualificazione della Corradini disponga di finanziamenti, di un'approvazione urbanistica o di un investitore confermato. Non vengono forniti tempi, struttura di governance, dimensioni del sito o numero previsto di posti di lavoro, e non sono precisati il testo del memorandum, la sua natura giuridica né le controparti cinesi. Anche gli impegni precisi dell'università, del Comune e dei potenziali partner cinesi restano indefiniti.
Per ora, il piano va letto come una prima proposta: Napoli Est mette a disposizione spazi industriali, talenti universitari e supporto legale, con la Cina come potenziale partner per investimenti e tecnologia.