Il processo per la morte di Chiara Jaconis, la visitatrice padovana di 30 anni deceduta dopo essere stata colpita alla testa da un frammento di una statuetta precipitata da un'abitazione nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è stato rinviato al 27 novembre.
In precedenza l'udienza era attesa per il 23 ottobre davanti al giudice monocratico della prima sezione del Tribunale di Napoli. Quella data è ora superata dal rinvio al 27 novembre riportato da Il Mattino.
Perché i genitori sono sotto processo
L'imputato nel procedimento non è il ragazzo che avrebbe lanciato gli oggetti. All'epoca dei fatti aveva 13 anni e quindi non è imputabile penalmente secondo la legge italiana.
Al suo posto, i genitori sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo in concorso, con l'accusa di omessa vigilanza sul figlio. I genitori hanno negato di essere proprietari degli oggetti e hanno contestato la ricostruzione dei fatti presentata a loro carico.
L'accusa non riguarda quindi un'ipotesi secondo cui i genitori avrebbero lanciato qualcosa loro stessi. Riguarda se una carenza di vigilanza abbia contribuito all'esito fatale, una questione che il processo di Napoli dovrà esaminare.
La questione tecnica irrisolta
Un separato procedimento minorile si è concentrato sui fatti materiali di ciò che è caduto e di ciò che ha causato la lesione mortale.
Secondo quanto riportato da la Repubblica, la ricostruzione descrive due oggetti lanciati dall'alto: una statuetta raffigurante il faraone Akhenaton e un busto della regina Nefertiti. Non è stato ancora stabilito quale dei due oggetti abbia colpito Chiara Jaconis.
Per colmare questa lacuna, la Corte d'Appello minorile ha disposto una perizia balistica sulla traiettoria, sul peso e sulle caratteristiche del corpo contundente. L'incarico al perito è previsto per il 17 dicembre.
Quella perizia dovrà contribuire a chiarire quale oggetto abbia prodotto il frammento mortale, un punto che resta irrisolto nell'attuale ricostruzione.
Cosa è previsto ora
Nella cronaca disponibile risultano attualmente fissati due passaggi procedurali: l'udienza rinviata a Napoli il 27 novembre, relativa alla presunta negligenza penale dei genitori, e l'incarico peritale nel procedimento minorile il 17 dicembre, relativo alla traiettoria e alle caratteristiche degli oggetti.
La questione di quale oggetto abbia causato la lesione mortale resta soggetta a quell'ulteriore accertamento tecnico. Le circostanze dell'episodio iniziale sono riportate con date diverse nelle fonti consultate, con il 15 settembre 2024 indicato per il ferimento e il 17 settembre 2024 per la morte in ospedale.