Una donna di 46 anni con il volto insanguinato è fuggita da un'auto ed è corsa a chiedere aiuto lungo via Pozzillo, a Castellammare di Stabia, mentre l'uomo che era con lei la inseguiva. Si è rifugiata in un vicino esercizio commerciale e un carabiniere libero dal servizio è intervenuto all'interno, bloccando l'uomo prima che potesse colpirla di nuovo.
Il carabiniere presta servizio nella Sezione Radiomobile. Secondo quanto riportato, una pattuglia è arrivata poco dopo e ha arrestato il sospettato, di 40 anni.
La donna è stata portata all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. I medici hanno riscontrato una frattura nasale e una contusione al labbro superiore, con lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.
Il sospettato è stato descritto nelle cronache come disoccupato e già noto alle forze dell'ordine. Le accuse riportate a suo carico sono maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. È stato trasferito nel carcere di Poggioreale in attesa della convalida giudiziaria dell'arresto.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso apprezzamento per l'intervento del carabiniere.
Cosa dicono le cronache
L'episodio viene collocato intorno alle 18:10 in via Pozzillo. La donna è corsa dall'auto verso quello che le cronache descrivono in modo diverso come un CAF o un esercizio commerciale. L'uomo l'ha seguita all'interno, dove il carabiniere libero dal servizio lo ha fermato.
Le cronache locali secondarie collocano l'episodio nella serata del 28 settembre 2026. Va notato che il titolo descrive l'uomo come un «ex», mentre il corpo dell'articolo e le altre cronache lo descrivono come il compagno o convivente della donna. La natura esatta della relazione non è stata chiarita in modo coerente nelle fonti disponibili.
Cosa accade ora in questi casi
Le fonti parlano di un arresto e di accuse, non di una decisione giudiziaria definitiva. Secondo le cronache pubblicate, il sospettato è stato trattenuto a Poggioreale in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto. La prognosi riportata di 30 giorni per la donna è una valutazione medica sui tempi di guarigione, non un accertamento giuridico.
Non sono stati pubblicati altri dettagli coerenti sulla vittima o sull'esercizio commerciale in cui ha cercato riparo, oltre i riferimenti a un CAF o a un negozio in via Pozzillo.