La polizia penitenziaria ha sequestrato sei smartphone di ultima generazione all'interno del reparto di alta sicurezza «Avellino» del carcere di Poggioreale, a Napoli.
L'operazione è stata resa nota dall'Uspp, il sindacato della polizia penitenziaria, che ha elogiato la professionalità degli agenti coinvolti. Secondo l'Uspp, i telefoni avrebbero potuto costituire canali illeciti di comunicazione con l'esterno per detenuti appartenenti alla criminalità organizzata.
Il sindacato ha colto l'occasione del sequestro per rilanciare la richiesta di tecnologie avanzate per individuare o intercettare droni e telefoni cellulari all'interno del carcere, insieme a livelli adeguati di organico. L'Uspp ha segnalato una carenza di circa 200 agenti a Poggioreale, un dato attribuito al sindacato e non confermato da un documento amministrativo indipendente.
L'ultimo sequestro si inserisce in una serie di controlli contro l'introduzione e l'uso illecito di telefoni nel carcere napoletano. In una precedente perquisizione, condotta nel fine settimana nello stesso istituto, gli agenti avevano sequestrato 15 telefoni cellulari, 150 grammi di hashish e 20 grammi di cocaina, secondo quanto riportato da NapoliToday. Sette di quei telefoni erano stati trovati nei reparti di alta sicurezza.
Quel precedente episodio non viene descritto come direttamente collegato al nuovo sequestro dei sei smartphone, ma entrambi i casi indicano ripetuti tentativi di introdurre dispositivi vietati nelle sezioni protette del carcere.
Non sono stati diffusi dettagli sui modelli dei sei smartphone, sui detenuti coinvolti né su eventuali provvedimenti giudiziari successivi. Non è stata precisata neppure la tempistica esatta del ritrovamento rispetto alla pubblicazione della notizia.