I Carabinieri di Grazzanise, con il supporto dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale Arpac, hanno sequestrato un'area privata di circa 5.000 metri quadrati a Santa Maria la Fossa, dove grandi quantità di rifiuti speciali e pericolosi erano state depositate all'aperto. Quattro persone comproprietarie dei terreni e dei fabbricati sono state denunciate all'autorità giudiziaria a piede libero, con l'accusa di gestione di rifiuti senza autorizzazione.

L'operazione ha riguardato un deposito a cielo aperto su un suolo descritto come privo di adeguata impermeabilizzazione. All'interno della stessa area, gli investigatori hanno trovato un fabbricato di circa 1.275 metri quadrati con il tetto in lastre di amianto parzialmente crollato.

L'area sequestrata è stata sottoposta a sequestro preventivo e affidata al sindaco di Santa Maria la Fossa in qualità di custode giudiziario. I documenti disponibili non stabiliscono la valutazione giuridica definitiva del caso né le successive responsabilità di bonifica e rimozione.

Cosa hanno trovato gli investigatori

Secondo quanto riportato dalle fonti verificate, i rifiuti erano stoccati all'aperto in grandi quantità e comprendevano materiali speciali e pericolosi. L'assenza di un'adeguata impermeabilizzazione è rilevante perché i rifiuti lasciati direttamente su un suolo non protetto aumentano il rischio che gli inquinanti raggiungano il terreno sottostante in caso di pioggia.

Il secondo elemento del sequestro è il fabbricato di tipo industriale presente sul sito. Il suo tetto in lastre di amianto era parzialmente crollato, lasciando il materiale esposto. I documenti acquisiti descrivono il tetto come composto da lastre di amianto, ma non forniscono conferme di laboratorio sulla composizione del materiale né misurazioni di eventuali contaminazioni.

Chi ha condotto i controlli

I controlli sono stati condotti dalla stazione Carabinieri di Grazzanise, operante a Santa Maria la Fossa, con il supporto tecnico dell'Arpac. La pagina degli interventi di Arpac a Caserta elenca i controlli sulla gestione dei rifiuti a Grazzanise e Santa Maria la Fossa tra le attività sul campo, confermando il ruolo di supporto dell'agenzia.

Le quattro persone denunciate sono indicate solo come comproprietari dell'area e del fabbricato. I loro nomi, la data esatta dell'operazione ed eventuali successive decisioni giudiziarie non risultano dai documenti acquisiti per questo articolo.

Non la prima segnalazione nel comune

Precedenti segnalazioni locali mostrano che le preoccupazioni per discariche abusive e amianto a Santa Maria la Fossa precedono questo sequestro, pur riguardando luoghi e operazioni diversi che non vanno confusi con il sito appena sequestrato.

Nel giugno 2022, volontari avevano segnalato una discarica a cielo aperto lungo il prolungamento di Via Consortile, con materiali abbandonati legati all'edilizia e lastre ondulate ritenute contenenti amianto. Nel marzo 2015, la Guardia di Finanza aveva sequestrato un distinto sito agricolo di circa 20.000 metri quadrati in località Cancellone, dove erano stati trovati rifiuti pericolosi tra cui eternit, guaine bituminose, fusti, scarti industriali, pneumatici e cemento.

Nel loro insieme, questi casi indicano un ricorrente fenomeno di discariche abusive sospette o accertate con materiali pericolosi nel territorio comunale, con interventi che hanno coinvolto in tempi e luoghi diversi Carabinieri, Guardia di Finanza e agenzie ambientali.

Cosa succede adesso

Per ora, risulta documentato il sequestro preventivo e l'affidamento del sito al sindaco come custode giudiziario. Se i rifiuti saranno caratterizzati, rimossi e il sito bonificato, e quali eventuali sanzioni potranno affrontare i proprietari denunciati, dipenderà dai successivi passaggi giudiziari e amministrativi non documentati nella ricerca.

I lettori che seguono il caso dovrebbero cercare aggiornamenti da parte dell'autorità giudiziaria o del Comune sulla messa in sicurezza del sito, sulla caratterizzazione ambientale e su eventuali ordini di bonifica.