L'aumento dei costi dei carburanti e l'indebolimento della spesa delle famiglie stanno mettendo sotto pressione le imprese, soprattutto le piccole aziende che operano nelle aree interne, dove le distanze fanno lievitare il costo di ogni spostamento.
Secondo NTR24, che cita l'osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i prezzi medi nazionali in modalità self-service al 15 settembre 2026 hanno raggiunto 2,120 euro al litro per la benzina e 2,231 euro al litro per il gasolio. Per le imprese il carburante è un costo operativo: visite ai clienti, trasporto delle merci, lavori agricoli, consegne e spostamenti di dipendenti e attrezzature diventano tutti più cari.
La pressione arriva mentre i dati sui consumi restano deboli. A luglio 2026 le vendite al dettaglio sono diminuite su base mensile dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume. Rispetto a luglio 2025, le vendite sono cresciute dello 0,8% in valore ma sono calate dello 0,6% in volume, con i volumi alimentari in calo dell'1%. In altre parole, le famiglie hanno speso di più in termini nominali ma hanno acquistato di meno.
Il rischio descritto è un effetto a catena: l'aumento dei costi di trasporto e produzione comprime i margini delle imprese, favorisce gli aumenti dei prezzi e indebolisce ulteriormente la spesa delle famiglie. Le piccole imprese e le attività nelle aree interne potrebbero essere particolarmente esposte, perché le distanze maggiori aumentano il costo per raggiungere fornitori, clienti, mercati e servizi.
Dall'agricoltura arriva un segnale misto. NTR24 riporta che l'indice ISMEA dei prezzi all'origine dei prodotti agricoli di agosto ha recuperato rispetto al mese precedente, ma è rimasto dell'8,2% al di sotto del livello di agosto 2025, limitando il sollievo sul fronte dei ricavi mentre i costi operativi aumentano.
Le risposte discusse nel servizio sono pratiche: sostegni mirati per le imprese ad alta intensità di mobilità, strumenti accessibili per l'efficienza energetica e il rinnovo delle flotte, e misure pensate per le imprese che operano nelle aree interne.
Si tratta di indicatori nazionali e le condizioni varieranno a seconda del settore e del territorio. La fonte non fornisce un dettaglio specifico per Benevento o per il Sannio, né quantifica quanta parte della debolezza dei consumi sia attribuibile ai soli prezzi dei carburanti. Ma la direzione è chiara: quando i costi della mobilità salgono e i volumi scendono, i territori con distanze maggiori li avvertono per primi.