La nascita di Sannio Acque S.r.l., la nuova società a partecipazione mista per i servizi idrici del distretto sannita, ha aperto una disputa pubblica sulla possibilità che una stessa persona ricopra contemporaneamente la carica di sindaco e quella di presidente della società.

Lo scambio oppone Pompilio Forgione, sindaco di Solopaca e presidente del consiglio di amministrazione di Sannio Acque, e il Comitato ABC. Forgione difende il doppio ruolo come gratuito e istituzionale. Il Comitato lo definisce incompatibile e dichiara di aver segnalato la questione alla Prefettura di Benevento, chiedendo a Forgione di dimettersi da una delle due cariche.

Nella ricerca validata non è disponibile alcuna decisione giudiziaria o amministrativa che risolva in modo definitivo la questione dell'incompatibilità. Quanto segue riassume entrambe le posizioni come riportate e il più ampio contesto societario.

Di cosa si tratta

La controversia riguarda la compatibilità tra la carica di sindaco di Solopaca ricoperta da Forgione e la carica di presidente del consiglio di amministrazione di Sannio Acque S.r.l.

Il Comitato ABC sostiene che l'articolo 63 del TUEL, il testo unico sugli enti locali, non distingua tra incarichi gratuiti e onerosi a questo fine. Secondo la sua lettura, la sovrapposizione tra il ruolo di sindaco e quello di presidente di Sannio Acque crea un conflitto di interessi anche se l'incarico societario non prevede compenso.

Forgione respinge questa lettura. Afferma che il suo incarico in Sannio Acque è gratuito, istituzionale e privo di poteri operativi o gestionali, e richiama i meccanismi di controllo pubblico previsti dallo statuto.

Il Comitato descrive la replica di Forgione come una «toppa peggio del buco» e sostiene che l'incompatibilità sia, secondo le sue parole, un dato di legge.

La difesa di Forgione: incarico gratuito e controllo dei Comuni

Forgione afferma che la presidenza è gratuita e limitata a funzioni istituzionali e di coordinamento, senza autorità gestionale su contratti, attività operative o amministrazione ordinaria.

Richiama l'articolo 22 dello statuto societario e un meccanismo di controllo in base al quale le delibere del consiglio di amministrazione richiedono un'approvazione rappresentativa legata ai due terzi della popolazione dei Comuni soci. Nel suo racconto, il controllo è quindi garantito proprio dai rappresentanti dei Comuni, e non concentrato nel presidente.

Il testo integrale dello statuto non è stato verificato direttamente nella ricerca, così come non è stato verificato il testo completo dell'articolo 63 del TUEL tramite la pagina Normattiva consultata. Anche il decreto regionale n. 71 del 23 settembre 2026, citato nella dichiarazione di Forgione, non è stato acquisito direttamente.

La replica del Comitato: la gratuità non elimina il conflitto

Il Comitato ABC contesta la ricostruzione di Forgione. Sostiene che la gratuità non elimini il conflitto di interessi previsto, secondo la sua lettura, dall'articolo 63 del TUEL.

Il Comitato dichiara di aver segnalato la questione alla Prefettura di Benevento. Una segnalazione alla Prefettura non decide di per sé la questione giuridica; chiede al rappresentante territoriale del Governo di esaminarla. Il Comitato chiede che Forgione lasci una delle due cariche.

Il Comitato solleva anche una più ampia preoccupazione sulla rappresentatività nella fase iniziale della società. Afferma che abbiano aderito inizialmente solo 3 Comuni su 78, con una popolazione complessiva di circa 6.000 abitanti, inferiore ai 161.180 abitanti indicati nel piano finanziario. Queste cifre sono dichiarazioni del Comitato e richiedono ancora verifica nei documenti societari o finanziari ufficiali.

Il Comitato richiama inoltre dubbi attribuiti alla Corte dei Conti della Campania sulla sostenibilità dell'operazione. Il testo integrale del parere negativo attribuito alla Corte non è stato acquisito; il racconto disponibile proviene finora dal Comitato.

Il contesto più ampio: una società a maggioranza pubblica in cerca di un socio privato di minoranza

Sannio Acque è strutturata come società mista a maggioranza pubblica. La Regione Campania ha pubblicato la procedura aperta n. 4035/AP/2025 per selezionare un socio privato operativo di minoranza e affidare compiti connessi alla gestione del servizio idrico integrato nell'Ambito Distrettuale Sannita.

Questa struttura è rilevante per i lettori perché il dibattito giuridico non riguarda solo una persona. Una società idrica mista pubblico-privata unisce proprietà e controllo comunali a un partner operativo selezionato con gara. Le questioni su chi presiede il consiglio, chi approva le delibere consiliari e come i Comuni esercitano il controllo congiunto incidono sul funzionamento concreto della vigilanza pubblica.

Un secondo elemento utile di contesto è la soglia di popolazione citata da entrambe le parti. Forgione indica un meccanismo di approvazione legato ai due terzi della popolazione come garanzia. Il Comitato indica la bassa adesione iniziale — 3 Comuni e circa 6.000 abitanti secondo i suoi dati — per mettere in dubbio che tale garanzia e il piano finanziario poggino su una base sufficientemente ampia. La ricerca non chiarisce quale sia la popolazione attualmente rappresentata o prevista, e tali numeri dovranno essere verificati negli atti societari ufficiali.

Cosa non è ancora accertato

Diversi punti restano aperti:

  • Non è stata acquisita alcuna pronuncia giudiziaria o amministrativa che stabilisca in via definitiva l'incompatibilità di Forgione.
  • Lo statuto completo di Sannio Acque e il testo completo applicabile dell'articolo 63 del TUEL non sono stati verificati direttamente.
  • I dati sui Comuni aderenti, sulla popolazione e sul piano finanziario sono dichiarazioni del Comitato che richiedono conferma nei documenti ufficiali.
  • Il parere integrale attribuito alla Corte dei Conti e il decreto regionale citato non sono stati acquisiti direttamente.

Cosa seguire

I prossimi passaggi verificabili sarebbero un'eventuale risposta della Prefettura di Benevento, la pubblicazione dello statuto integrale e delle regole di funzionamento del consiglio, elenchi aggiornati dei Comuni soci e della popolazione rappresentata, e i documenti ufficiali sulla gara per il socio privato di minoranza.

Per i cittadini, la questione pratica è semplice: chi governa la nuova società idrica, come i Comuni ne controllano le decisioni e se l'assetto della presidenza reggerà al vaglio giuridico.