Il progetto di cava in località Fossa delle Nevi, nel comune di Durazzano, è approdato all'attenzione della Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Campania.

Il caso è stato discusso dalla Settima Commissione consiliare permanente Ambiente, Energia e Protezione Civile nel corso di un'audizione dedicata agli aspetti ambientali, amministrativi e procedurali del progetto estrattivo.

L'audizione è stata convocata su richiesta del consigliere regionale Fernando Errico, dopo le sollecitazioni del sindaco di Durazzano, Pasqualina Grasso, e della comunità locale. Secondo quanto riportato, la seduta è durata circa tre ore ed ha esaminato il progetto estrattivo destinato all'estrazione di calcare nell'area di Fossa delle Nevi.

Viabilità, ambiente e compatibilità con le attività esistenti

Il confronto si è concentrato su una serie di criticità sollevate a livello locale: la viabilità, l'impatto ambientale, la compatibilità con le attività già presenti nell'area e la coerenza degli atti amministrativi.

Dai resoconti della seduta emergono preoccupazioni per il possibile passaggio di mezzi pesanti, la sicurezza dei cittadini, le strade utilizzate da studenti e famiglie e la presenza di scuole e altre aree sensibili. È stato inoltre posto come tema da valutare il rapporto tra la cava e il patrimonio ambientale circostante, le attività agricole e sportive e gli investimenti pubblici realizzati nella zona.

La Commissione ha precisato che il proprio lavoro deve restare nell'ambito delle materie ambientali e territoriali di competenza regionale, senza sovrapporsi ai procedimenti delle autorità competenti.

Errico: «Necessario approfondire ogni aspetto della procedura»

Errico ha affermato che l'audizione non esaurisce la vicenda. Ha sostenuto la necessità di ulteriori approfondimenti, proponendo come passo successivo di ascoltare anche la Direzione generale regionale competente in materia di Ambiente.

La formulazione riportata per la sua posizione è: «Necessario approfondire ogni aspetto della procedura».

La proposta riflette la posizione secondo cui l'esame politico e tecnico deve proseguire, in particolare sulle questioni ambientali e procedurali sollevate durante l'audizione.

Cosa resta da chiarire

Diversi punti centrali restano irrisolti nei resoconti disponibili.

In primo luogo, le fonti riferiscono di presunte discrepanze negli atti amministrativi, ma non specificano quali documenti siano coinvolti, in cosa consistano le discrepanze o quali conseguenze giuridiche potrebbero avere.

In secondo luogo, non è chiarito quale sia lo stato autorizzativo attuale del progetto: i resoconti acquisiti non consentono di stabilire se siano già state assunte decisioni definitive o se la procedura sia ancora aperta.

In terzo luogo, nelle fonti non sono disponibili dati tecnici verificati sull'estensione della cava, sui volumi di estrazione, sul traffico previsto o sull'impatto ambientale quantificato. Inoltre, il verbale ufficiale integrale dell'audizione e l'elenco completo dei partecipanti tecnici non risultano resi pubblici nelle fonti esaminate.

Queste lacune sono rilevanti per i lettori di Durazzano e dell'area di Benevento/Sannio perché da esse dipende la possibilità di valutare le preoccupazioni sollevate — traffico pesante, sicurezza stradale, scuole e siti sensibili, usi agricoli e sportivi e investimenti pubblici — alla luce degli atti formali e di proiezioni misurabili.

Per ora, l'esito dell'audizione è quindi procedurale e non conclusivo: le preoccupazioni locali sono state formalmente portate davanti alla Commissione Ambiente regionale, è stato individuato un insieme di questioni ambientali e amministrative da sottoporre a ulteriore esame ed è stata proposta una nuova audizione con gli uffici regionali dell'ambiente, senza pregiudicare le decisioni delle autorità competenti.