Benevento ospiterà l'anteprima mondiale di "A Million Yard Stare", il nuovo film di Ravi Gautam, giovedì 8 ottobre 2026 alle ore 17:00 al Teatro Comunale Vittorio Emanuele. La proiezione fa parte della 18ª edizione del Benevento Social Film Festival ArTelesia.

L'ingresso all'evento di Benevento è indicato come gratuito. Dopo la proiezione sono previsti una sessione di domande e risposte e un dibattito pubblico con la partecipazione di Gautam e di membri della comunità ucraina.

Una storia di infanzia, trauma e recupero

Il film segue Roma, un bambino segnato dal trauma della guerra, e sua madre Oxana, che cerca di aiutarlo a riprendersi e a tornare a sorridere.

Piuttosto che concentrarsi sugli eventi militari, il film esamina le conseguenze psicologiche ed emotive della guerra, dello sfollamento e della migrazione forzata, con particolare attenzione ai bambini e alle famiglie.

Le arti circensi svolgono un ruolo centrale nella storia come mezzo di espressione, resilienza e possibile guarigione.

Regia e produzione

Ravi Gautam è accreditato come regista. I materiali di produzione lo accreditano anche per la sceneggiatura e il montaggio.

Il film è descritto come una collaborazione tedesco-ucraina sugli effetti psicologici della guerra e dello sfollamento, con un cast internazionale.

Secondo il press kit di produzione, più di 100 rifugiati hanno contribuito alla realizzazione del film. I bambini partecipanti, molti dei quali rifugiati, hanno ricevuto tre mesi di formazione.

Cosa sapere prima di andare

Proiezione: 8 ottobre 2026, ore 17:00.

Luogo: Teatro Comunale Vittorio Emanuele, Benevento.

Contesto: 18ª edizione del Benevento Social Film Festival ArTelesia.

Ingresso: indicato come gratuito.

Programma dopo la proiezione: domande e risposte e dibattito pubblico con Ravi Gautam e membri della comunità ucraina.

Perché questa anteprima è importante per Benevento

La scelta di Benevento per un'anteprima mondiale mette il pubblico sannita tra i primi a vedere un film realizzato con un'ampia partecipazione di rifugiati. Per gli spettatori locali, il dibattito dopo la proiezione offre un contesto diretto sui temi dello sfollamento e del recupero affrontati nella storia.

Anche il retroscena produttivo aggiunge prospettiva: con più di 100 rifugiati coinvolti e tre mesi di formazione per i bambini partecipanti, il film collega la storia di finzione di Roma e Oxana a una più ampia esperienza collettiva di guerra e migrazione forzata.