Il sindaco di Montesarchio, Carmelo Sandomenico, ha chiesto all'ASL di Benevento un quadro chiaro e specifico per il comune sui rischi sanitari e ambientali dopo l'incendio nell'area industriale di Airola, indicando come motivo di rinnovata preoccupazione nella Valle Caudina i campioni di foraggio non conformi raccolti a Bonea e Forchia.

Secondo quanto riportato, Sandomenico chiede un documento quadro con indicazioni operative: quali aree restano soggette a cautela, quali terreni agricoli sono ancora sottoposti a limitazioni e dove l'attività agricola può riprendere. Il Comune di Montesarchio dichiara di avere già adottato ordinanze per proteggere i residenti dai potenziali rischi e chiede ora dati sanitari e territoriali consolidati per orientare i prossimi passi.

Perché la richiesta è tornata d'attualità

Il sindaco collega la richiesta ai campioni di foraggio di Bonea e Forchia descritti come non conformi. Le fonti consultate non riportano i valori analitici, le date dei prelievi o le matrici precise di quei campioni di foraggio, per cui la portata esatta di tali riscontri resta poco chiara sulla base della documentazione disponibile.

Anche la mappa dell'ASL richiesta per Montesarchio non era disponibile nella documentazione consultata, e non risultano riportati perimetri relativi al comune. Questa lacuna è al centro della richiesta di Sandomenico: senza una mappa pubblicata e specifica per Montesarchio, residenti e agricoltori restano senza un riferimento definitivo su ciò che è soggetto a restrizioni e ciò che non lo è.

Cosa ha mostrato finora il monitoraggio dell'aria

Nella prima fase dopo l'incendio, il monitoraggio vicino al sito ha rilevato una concentrazione complessiva di diossine, furani e PCB diossina-simili aerodispersi pari a 0,28 pg/Nm3 I-TEQ, superiore al valore di riferimento di 0,15 pg/Nm3 I-TEQ riportato dalla fonte.

L'ARPAC ha successivamente attivato diversi punti di monitoraggio dopo l'incendio nell'area industriale di Airola, compresi siti individuati sulla base della modellistica di dispersione degli inquinanti. I suoi aggiornamenti più recenti descrivono un'assenza consolidata di diossine aerodisperse nel territorio monitorato, con i risultati più recenti inferiori al valore di riferimento o al limite di rilevabilità.

Questa distinzione è importante per i lettori: i risultati rassicuranti sull'aria si riferiscono all'area e ai punti di campionamento effettivamente monitorati dall'ARPAC. Non dimostrano da soli l'assenza di ogni possibile rischio agricolo o sanitario in tutti i comuni della Valle Caudina.

Il prossimo passo: i controlli su terreni agricoli e suolo

L'ARPAC ha indicato come fase successiva ulteriori prelievi di terreni agricoli nei comuni potenzialmente interessati dalla ricaduta degli inquinanti. I risultati di quei campioni di suolo non erano ancora disponibili nelle fonti consultate.

Questo aiuta a spiegare perché le richieste di ulteriori dati sanitari e territoriali restano attuali anche se i risultati più recenti del monitoraggio dell'aria sono rassicuranti nell'area controllata. Le misurazioni sull'aria e le valutazioni su suolo e foraggio rispondono a domande diverse, e la seconda parte del quadro è ancora in attesa.

Cosa devono tenere d'occhio residenti e agricoltori

Per Montesarchio e la Valle Caudina, la questione pratica è la chiarezza. Un utile documento quadro dell'ASL dovrebbe specificare le aree soggette a cautela, i terreni agricoli ancora sottoposti a limitazioni e le zone in cui l'attività agricola può riprendere, con istruzioni operative anziché rassicurazioni generiche.

Lo stato attuale delle ordinanze comunali di Montesarchio resta poco chiaro dalle fonti consultate, anche per quanto riguarda l'eventuale piena vigenza. Finché i dati e i perimetri richiesti all'ASL non saranno pubblicati e i risultati annunciati sui suoli agricoli non saranno disponibili, i lettori dovrebbero fare riferimento alle comunicazioni ufficiali del Comune e delle autorità sanitarie per le misure applicabili alla propria zona specifica.