L'incendio del 31 agosto 2026 in un sito di stoccaggio rifiuti dell'area PIP di Airola, in provincia di Benevento, ha portato a una richiesta formale di intervento urgente della Regione su tutela ambientale, sicurezza pubblica e prevenzione.

Il senatore Domenico Matera ha scritto al presidente della Regione Campania Roberto Fico chiedendo un intervento immediato dopo il rogo e le sue conseguenze. Secondo quanto riportato, Matera ha chiesto misure urgenti per proteggere l'ambiente, tutelare la sicurezza pubblica ed evitare ulteriori criticità legate al sito.

Fumo sulla Valle Caudina

L'incendio ha prodotto una nube di fumo che ha interessato la Valle Caudina e le zone vicine, compresi territori delle province limitrofe. L'episodio ha coinvolto rifiuti stoccati, e le preoccupazioni successive si sono concentrate sulla possibile contaminazione del suolo, degli animali e dell'ambiente circostante.

L'autorizzazione regionale dell'impianto, rinnovata nel 2023, è stata sospesa il 15 settembre 2026 con provvedimento dirigenziale 13011. Il sito risulta sottoposto a sequestro giudiziario.

Cosa ha chiesto Matera

Matera ha chiesto alla Regione di:

  • rimuovere dal sito i rifiuti incendiati
  • realizzare la bonifica completa dell'area
  • verificare le responsabilità amministrative e gestionali
  • riesaminare le autorizzazioni e rafforzare ispezioni e controlli

Le richieste richiamano anche questioni sollevate sui sistemi antincendio, sugli idranti e sui controlli autorizzativi dell'impianto. Si tratta di temi e richieste riportati come sollevati da Matera, non di accertamenti giudiziari definitivi.

Monitoraggi ARPAC e rilievi sulla diossina

L'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, ARPAC, ha effettuato monitoraggi per verificare la presenza di diossine, furani, PCB, metalli pesanti e altri contaminanti.

Le informazioni disponibili riferiscono della presenza di diossina nei terreni vicini al sito e di valori anomali riscontrati in ovini di un'azienda zootecnica. Dopo una riunione in Prefettura a Benevento, il prefetto ha riferito che solo un'azienda zootecnica presentava valori di diossina superiori alla media, che una parte dei rifiuti era già stata messa in sicurezza e che il monitoraggio sarebbe proseguito.

Le fonti utilizzate per questo articolo non riportano le concentrazioni numeriche della diossina, i limiti di riferimento applicati o i risultati completi dei campionamenti.

Cosa si sa e cosa resta da chiarire

Cosa si sa:

  • L'incendio è avvenuto il 31 agosto 2026 in un impianto di stoccaggio rifiuti dell'area PIP di Airola.
  • Matera ha chiesto formalmente al presidente Fico misure urgenti per ambiente e sicurezza.
  • L'ARPAC ha monitorato suolo e matrici ambientali per diossine e altri inquinanti.
  • È stata segnalata una criticità da diossina nei terreni vicini e in ovini di un'azienda.
  • L'autorizzazione dell'impianto è stata sospesa il 15 settembre 2026.
  • Al momento della riunione in Prefettura, una parte dei rifiuti era stata messa in sicurezza, con ulteriori monitoraggi ambientali e sanitari previsti.

Cosa resta non chiarito dalle fonti disponibili:

  • Se la presenza di diossina segnalata sia stata confermata da una relazione tecnica definitiva.
  • L'estensione esatta della contaminazione e le implicazioni sanitarie.
  • Tempi, finanziamenti e soggetto responsabile per la rimozione completa e la bonifica dei rifiuti combusti.

Cosa succede adesso

Le questioni centrali ancora aperte sono la rimozione del materiale combusto, la bonifica del sito, la prosecuzione del monitoraggio ambientale e zootecnico e il chiarimento delle responsabilità su controlli e autorizzazioni.

Per i residenti, le domande pratiche sono se saranno previste ulteriori restrizioni per le attività agricole vicino al sito, quanto durerà il monitoraggio e quando alla parte di rifiuti già messa in sicurezza seguirà la bonifica completa. Nessuno di questi dettagli risulta documentato nelle fonti qui disponibili.