Fernando Errico ha chiesto più servizi, lavoro e opportunità per fermare l'allontanamento dei giovani dalle aree interne del Sannio. Il suo messaggio lega il contrasto allo spopolamento a condizioni concrete per restare: servizi adeguati, trasporti, sanità, istruzione, infrastrutture e reali opportunità di lavoro.
L'appello è stato presentato al Summit delle Aree interne organizzato dall'Università degli Studi del Sannio, coinvolgendo università, istituzioni e imprese nella discussione sul futuro di questi territori.
Cosa ha proposto Errico
Secondo quanto riportato dalle fonti verificate, Errico ha indicato come priorità i servizi essenziali, collegamenti efficienti, lavoro, formazione e collaborazione tra istituzioni, università e imprese.
Il punto centrale è la combinazione di interventi, piuttosto che una singola misura: i servizi da soli non bastano senza lavoro, e creare occupazione è difficile senza trasporti, sanità, istruzione e infrastrutture. Formazione e collaborazione tra istituzioni pubbliche, università e imprese sono presentate come il ponte tra servizi e occupazione.
Nella fonte primaria non sono indicati un cronoprogramma operativo, indicatori di risultato o fondi già assegnati per le proposte di Errico. Le proposte vanno quindi lette come priorità d'azione, non come misure finanziate con un calendario definito.
Il quadro più ampio: il Tammaro-Titerno
Le parole di Errico si inseriscono in un quadro regionale e nazionale già esistente per le aree interne. La strategia preliminare Tammaro-Titerno riguarda 30 comuni della provincia di Benevento, con Castel Pagano come comune capofila.
La strategia individua come priorità la governance territoriale, la digitalizzazione, il capitale umano, la mobilità accessibile e la valorizzazione sostenibile delle risorse locali. Nell'atto regionale di presa d'atto della strategia preliminare sono previste risorse regionali fino a 14.343.557,07 euro.
È un contesto utile per i lettori perché mostra dove dovrebbe operare l'azione pubblica più ampia: capacità di governo locale, transizione digitale, competenze e persone, mobilità e sviluppo sostenibile del territorio. La pagina regionale definisce la strategia Tammaro-Titerno come preliminare, quindi l'attuazione e il raggiungimento dei suoi obiettivi restano da verificare.
Dieci comuni, un solo piano: «Nel Cuore del Sannio»
Un secondo riferimento concreto è «Nel Cuore del Sannio», progetto che coinvolge dieci comuni: Pietrelcina, Pesco Sannita, San Marco dei Cavoti, Baselice, Molinara, Foiano di Val Fortore, Fragneto l'Abate, Campolattaro, Morcone e Sassinoro.
Il progetto riunisce servizi educativi, abitare condiviso, mobilità sostenibile, welfare di prossimità e sostegno all'imprenditoria giovanile. Tra gli interventi segnalati figurano servizi per l'infanzia, uno studentato diffuso, una piattaforma dell'abitare, distribuzione organizzata e servizi di car-sharing, car-pooling e trasporto sociale.
Per i residenti e le famiglie più giovani, queste sono le misure più vicine alla vita quotidiana: luoghi e servizi per i bambini, soluzioni abitative più organizzate, alternative per spostarsi in aree a bassa densità e sostegno per avviare imprese sul territorio. Le fonti descrivono strategie e progetti previsti, ma non documentano ancora il loro effetto effettivo su occupazione, numero di residenti o migrazione giovanile.
Cosa osservare adesso
Restano aperte tre questioni. La prima è come le priorità indicate da Errico saranno tradotte in azioni finanziate, con responsabilità e date. La seconda è come la strategia preliminare Tammaro-Titerno passerà dalla pianificazione alla realizzazione nei suoi 30 comuni. La terza è come «Nel Cuore del Sannio» attuerà le misure per istruzione, abitare, mobilità e impresa nei suoi dieci comuni.
Per ora la direzione è chiara: mantenere i servizi vicini alle persone, migliorare i collegamenti, investire nella formazione e creare lavoro dove i giovani già vivono.