I lavoratori della Mibex di Somma Vesuviana terranno uno sciopero di otto ore il 4 novembre 2026, con un presidio di protesta davanti alla sede della Regione Campania. L'azione è stata proclamata dalla RSU Mibex insieme a FIOM, UILM e UGLM.
Al centro della vertenza ci sono la carenza di nuovi ordini e il rischio di un progressivo fermo della produzione. Secondo i sindacati, il lavoro residuo potrebbe esaurirsi entro il 10 novembre, rendendo necessario il ricorso ad ammortizzatori sociali.
L'impatto occupazionale riferito riguarda 59 famiglie dell'area di Somma Vesuviana.
Cosa è previsto per il 4 novembre
Secondo la stampa locale, lo sciopero del 4 novembre durerà otto ore e sarà accompagnato da una manifestazione davanti alla sede della Regione Campania a Napoli.
I sindacati hanno chiesto alla Regione Campania l'apertura di un tavolo istituzionale di crisi. I lavoratori coinvolti nella vertenza sono stati inoltre ricevuti dalla Prefettura, segno che è stato chiesto di seguire il caso sia alle istituzioni regionali sia a quelle statali.
L'orario esatto e il punto preciso di ritrovo del presidio non erano specificati nelle fonti acquisite per questo articolo. Chi intende seguire la manifestazione o parteciparvi dovrebbe consultare le comunicazioni sindacali a ridosso della data.
Perché lo stabilimento rischia di fermarsi
Le fonti sindacali descrivono uno stabilimento che sta esaurendo il carico di lavoro. Gli ordini residui, affermano, potrebbero coprire l'attività solo fino al 10 novembre, dopodiché le linee di produzione rischiano di fermarsi se non arriveranno nuovi ordini.
Precedenti ricostruzioni hanno collegato la crisi all'interruzione dei rapporti commerciali con Schaeffler. Un articolo di settembre riferiva che la rottura aveva ridotto drasticamente il fatturato. Una dichiarazione politica del 18 settembre affermava che un brusco stop della collaborazione con il principale cliente poteva azzerare l'attività lavorativa da novembre e annunciava un'iniziativa parlamentare.
La scadenza produttiva e le conseguenze occupazionali sono attribuite soprattutto a dichiarazioni dell'azienda e dei sindacati e potrebbero cambiare prima del 4 novembre. Le fonti non stabiliscono se, dopo la pubblicazione di queste ricostruzioni, siano stati assicurati nuovi ordini, clienti alternativi o misure pubbliche di sostegno.
Cosa produce la Mibex a Somma Vesuviana
La Mibex è descritta dal Massucco Group come un produttore di Somma Vesuviana di cuscinetti realizzati per conto terzi, compresi cuscinetti ferroviari per applicazioni ad alta velocità e ad alto carico.
Lo stabilimento fa quindi parte di una filiera legata a grandi clienti industriali, in cui il carico di lavoro riferito dipende da ordini assegnati dall'esterno e non da prodotti venduti direttamente al pubblico.
Il contesto: dalle tensioni di settembre allo sciopero
Lo sciopero del 4 novembre segue diverse settimane di tensione.
A settembre, Metropolis Web aveva riferito un clima di forte tensione intorno allo stabilimento e un incontro tra i lavoratori e il prefetto. In quella fase, la Mibex avrebbe escluso procedure di licenziamento collettivo, mentre erano in discussione strumenti di sostegno al reddito.
La dichiarazione politica di settembre aveva aggiunto una dimensione nazionale, con l'annuncio di un'interrogazione parlamentare sul rischio di fine dell'attività lavorativa a novembre.
La proclamazione dello sciopero di ottobre segna un'escalation: dagli incontri e dalle discussioni sugli ammortizzatori sociali a uno sciopero pieno di otto ore e a un appello diretto davanti alla Regione Campania.
Cosa osservare adesso
Tre punti determineranno ciò che accadrà dopo il 4 novembre.
Primo, se la Regione Campania accetterà di aprire il tavolo di crisi richiesto. Le fonti acquisite non riportano una risposta regionale pubblicata in modo indipendente che confermi la richiesta o il presidio previsto.
Secondo, se gli ammortizzatori sociali saranno formalmente attivati qualora il lavoro si esaurisca intorno al 10 novembre. I sindacati hanno presentato tali misure come necessarie, ma nelle fonti non risulta alcuna decisione definitiva.
Terzo, se emergeranno nuovi ordini o rapporti commerciali alternativi per colmare il vuoto lasciato dalla perdita riferita del lavoro legato a Schaeffler. Nelle fonti acquisite non risulta alcuno sviluppo di questo tipo.
Per le 59 famiglie citate nelle ricostruzioni, questi passaggi istituzionali e commerciali sono ora l'incognita centrale.