L'omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi «Gino» Tommasino nel 2009 è tornato al centro delle testimonianze in aula, con nuove cronache che descrivono un presunto ordine di Vincenzo D'Alessandro di trovare nuovi killer e di vendicarsi.

Secondo quanto riportato da Metropolis Web il 6 novembre 2026, il collaboratore di giustizia Vincenzo Polito ha testimoniato che D'Alessandro cercava altri killer dopo l'omicidio di Tommasino e stava reclutando durante la sua permanenza a Rende. Polito ha riferito che D'Alessandro cercava nuovi killer e voleva vendicarsi contro persone che riteneva avessero tradito o danneggiato il clan.

La frase riportata nel titolo — «Ammazzateli tutti» — è presentata nel resoconto di Metropolis come il senso di quel presunto ordine: ucciderli tutti.

Gli investigatori e i magistrati hanno sostenuto che Vincenzo D'Alessandro e Sergio Mosca sarebbero stati i mandanti dell'omicidio. RaiNews riporta che Tommasino fu ucciso in un agguato il 3 febbraio 2009 mentre viaggiava in auto con il figlio adolescente.

Le fonti riportano condanne per quattro presunti esecutori materiali: Renato Cavaliere, Raffaele Polito, Salvatore Belviso e Catello Romano.

Il movente riferito include una presunta rottura dei rapporti tra Tommasino e il clan D'Alessandro dopo una precedente collaborazione politica o d'affari. Il Mattino riporta versioni contrastanti sul movente, tra cui il disimpegno politico e una presunta somma di 30.000 euro. L'accusa sui 30.000 euro è presentata come una dichiarazione attribuita a un collaboratore di giustizia, non come un fatto accertato in modo indipendente.

Il resoconto di Metropolis collega la testimonianza ad altri presunti omicidi, tra cui quelli di Carmine D'Antuono, Federico Donnarumma e Antonio Vitiello.

Chi riguarda il caso

Luigi «Gino» Tommasino era un consigliere comunale di Castellammare di Stabia. Le fonti usano sia «Luigi» sia «Gino» Tommasino; dal contesto risulta che si riferiscono allo stesso consigliere.

Vincenzo D'Alessandro è indicato dagli investigatori come presunto mandante, insieme a Sergio Mosca, dell'omicidio di Tommasino. Vincenzo Polito è il collaboratore di giustizia la cui testimonianza è riportata da Metropolis come fonte dell'accusa sulla ricerca di nuovi killer.

Cosa resta da chiarire

Le fonti acquisite non stabiliscono l'esito giudiziario definitivo dei procedimenti descritti da Metropolis il 6 novembre 2026.

Il movente preciso resta controverso nelle cronache: le fonti parlano di disimpegno politico, di una presunta perdita economica e dell'accusa del clan secondo cui Tommasino avrebbe usato impropriamente il suo nome.

I resoconti si basano in larga parte su accuse della procura e su testimonianze di collaboratori di giustizia; ogni accusa va distinta da una condanna definitiva. L'elenco più ampio di presunti omicidi e responsabilità di comando non è verificato in modo indipendente oltre le cronache citate.