Il Tribunale penale di Napoli ha emesso il verdetto di primo grado nel procedimento contro il clan Moccia, con pesanti condanne a quattro imputati e l'assoluzione dell'imprenditore Vincenzo Tucci.

Il verdetto è stato pronunciato il 23 ottobre 2026 dalla settima sezione penale del Tribunale di Napoli. Il procedimento ha riguardato 43 imputati ed è stato deciso dopo diversi giorni di camera di consiglio in una sede giudiziaria esterna.

Le principali condanne

Le cronache del verdetto concordano sulle quattro principali condanne:

  • Antonio Moccia: 30 anni di reclusione
  • Angelo Moccia: 24 anni di reclusione
  • Luigi Moccia: 21 anni di reclusione
  • Gennaro Moccia, figlio di Angelo: 16 anni di reclusione

Queste pene sono state riportate in modo concorde da La Repubblica, RaiNews e Il Mattino per i primi tre imputati, mentre La Repubblica e Il Mattino riportano anche la condanna a 16 anni per Gennaro Moccia.

Un lungo processo con 43 imputati

Le dimensioni e la durata del procedimento aiutano a capire la rilevanza del verdetto per chi segue i processi di criminalità organizzata in Campania.

Il processo ha coinvolto complessivamente 43 imputati. Secondo Il Mattino, il dibattimento è durato circa quattro anni e mezzo, con quasi cento udienze prima che il collegio si ritirasse in camera di consiglio.

Questa dimensione significa che il verdetto affronta insieme molte posizioni individuali. Le fonti consultate non riportano il dispositivo integrale né l'elenco completo di tutte le condanne, le assoluzioni e le singole imputazioni: le pene pubblicate e l'assoluzione riportata di seguito non vanno quindi lette come l'esito completo per tutti i 43 imputati.

L'assoluzione dell'imprenditore Vincenzo Tucci

Tra gli assolti, le fonti indicano l'imprenditore Vincenzo Tucci, titolare della Cmc, in relazione all'accusa di riciclaggio.

Le cronache disponibili non forniscono l'elenco completo delle assoluzioni. I lettori devono quindi considerare l'assoluzione riportata di Tucci come un'assoluzione confermata, non come una sintesi di tutti gli imputati prosciolti.

Le accuse del processo

Secondo le cronache, il procedimento comprendeva contestazioni tra cui l'associazione aggravata dalle finalità mafiose e la corruzione.

Le fonti riferiscono inoltre la caratterizzazione dell'organizzazione da parte dell'accusa come dotata di una marcata vocazione imprenditoriale. Tale descrizione è riportata come tesi della DDA e dei magistrati citati dalle testate, non come un fatto accertato in modo autonomo oltre il contenuto della sentenza di primo grado.

Cosa succede ora

Si tratta di una sentenza di primo grado, che può quindi essere impugnata in appello.

RaiNews riferisce che Antonio Moccia ha dichiarato di rispettare la sentenza ma di voler ricorrere in appello. Nelle fonti consultate non è riportato alcun esito di eventuali appelli.

Per i lettori, il punto essenziale è che le pene detentive annunciate sono l'esito di questa fase del procedimento. Ogni valutazione giuridica definitiva dipenderà dai successivi gradi di giudizio, qualora vengano presentati appelli.