Il 5 ottobre 2026, a Torre Annunziata la polizia ha eseguito un'ordinanza cautelare riguardante nove persone, nell'ambito di un'indagine su episodi di violenza legati al clan Gionta e al gruppo noto come IV Sistema. Sette persone sono state portate in carcere e due sono state poste agli arresti domiciliari.
Un nome indicato nell'ordinanza risultava irreperibile al momento dell'operazione: Valentino Gionta junior, 35 anni. Secondo la stampa locale e nazionale, non è stato trovato e la sua attuale posizione non è stata resa nota pubblicamente.
L'operazione del 5 ottobre
L'indagine riguarda una violenta rissa al Maximall Pompeii e presunte ritorsioni successive. Le cronache sull'inchiesta descrivono presunte minacce contro un commerciante e una sparatoria intimidatoria nella zona di Penniniello.
I reati contestati includono reati aggravati dal presunto metodo mafioso. Si tratta di accuse ancora soggette a procedimento giudiziario. Le cronache acquisite non forniscono una valutazione giudiziaria definitiva sui presunti ruoli di Gionta junior o degli altri indagati, e la precisa relazione tra l'indagine attuale e precedenti episodi di violenza si basa su una ricostruzione investigativa e giornalistica, non su una sentenza definitiva.
La portata dell'ordinanza è ormai documentata: nove misure cautelari in totale, con sette custodie cautelari in carcere e due ordini di arresti domiciliari. Questa ripartizione aiuta a capire che cosa ha fatto l'operazione del 5 ottobre — ha dato esecuzione a restrizioni disposte dal giudice nei confronti di nove soggetti indicati — e che cosa non ha fatto. Non ha stabilito colpevolezze e, nel caso di Gionta junior, non ha portato a un arresto.
Chi cercavano gli investigatori
Gli investigatori descrivono Valentino Gionta junior come il reggente attuale o presunto del gruppo Gionta. Si tratta di una valutazione investigativa riportata dalla stampa, non di un accertamento giudiziario definitivo.
Metropolis, la testata locale della penisola sorrentina che per prima ha presentato il caso come la caccia all'ultimo boss dei Gionta ancora latitante, riporta che Gionta junior era irreperibile al momento dell'esecuzione dell'ordinanza cautelare. Anche il Corriere del Mezzogiorno riporta che era tra i soggetti indicati nell'ordinanza ma non è stato trovato.
Nessuna cronaca pubblicamente disponibile acquisita per questo articolo stabilisce dove si trovi attualmente.
Un precedente del 2014
Non è la prima volta che Gionta junior si sottrae all'arresto. Le cronache ricordano che era già sfuggito all'arresto nel 2014 ed era stato poi trovato in un vano nascosto in un appartamento nel quartiere Provolera di Torre Annunziata.
Quel precedente episodio è documentato solo come fatto: una fuga nel 2014, seguita dal ritrovamento in uno spazio nascosto. Le fonti non stabiliscono dove si trovi attualmente per analogia con quell'episodio.
Palazzo Fienga e la storia del controllo territoriale
Per capire perché il nome Gionta ha peso a Torre Annunziata, una fonte storica aggiunge contesto. Una pubblicazione storica dei Carabinieri documenta Palazzo Fienga come un edificio fortificato storicamente associato al potere territoriale del clan Gionta.
La stessa pubblicazione racconta la scoperta di un rifugio nascosto usato dallo storico capo clan Valentino Gionta. La documentazione riguarda la struttura fortificata, la sua associazione con il potere territoriale e quello storico rifugio nascosto. Non si spinge oltre tale documentazione.
Questa storia documentata aiuta a spiegare il contesto dell'indagine attuale: una città in cui la presenza dei Gionta è stata registrata nel tempo, e in cui l'inchiesta in corso riguarda un presunto conflitto tra il clan Gionta e il IV Sistema.
Cosa resta incerto
A questo caso si applicano tre punti di cautela:
Primo, le accuse descritte restano accuse soggette a procedimento giudiziario.
Secondo, il presunto ruolo di reggente attribuito a Gionta junior non ha ricevuto una valutazione giudiziaria definitiva nelle fonti acquisite.
Terzo, l'attuale posizione di Valentino Gionta junior non è pubblicamente accertata. Fino a quando un arresto verificato o una dichiarazione ufficiale non confermeranno il contrario, la ricerca descritta da Metropolis resta aperta.