Un comitato locale avverte che i finanziamenti per il tram previsto tra Gragnano e Castellammare di Stabia potrebbero essere a rischio se non verrà rispettata una scadenza per l'affidamento dei lavori.
Al centro della questione c'è la riconversione dell'ex linea ferroviaria tra Gragnano e Castellammare di Stabia. Secondo quanto riportato da Metropolis Web il 27 ottobre 2026, il comitato "Riprendiamoci la ferrovia" sostiene che il termine del 31 dicembre 2026 per la firma del contratto d'appalto potrebbe comportare la perdita dei contributi assegnati. Lo stesso articolo indicava che gara e affidamento non risultavano ancora conclusi.
Il comitato chiede trasparenza sullo stato della procedura di affidamento e tempi certi per l'avvio dei cantieri.
Dai bus elettrici al tram a batteria
Il progetto ha cambiato forma nel corso del 2026.
Il 10 aprile 2026 la Regione Campania aveva annunciato una soluzione diversa per l'ex tratta: un sistema Bus Rapid Transit interamente elettrico, con un risparmio complessivo dichiarato di circa 30 milioni di euro e finanziamenti descritti all'epoca come salvaguardati.
Un'intesa successiva, formalizzata l'8 luglio 2026 e riferita da EAV, ha riportato il progetto a una soluzione tranviaria. Il piano prevede tram in sede promiscua, con mezzi elettrici alimentati a batteria sulla tratta Gragnano–Liceo.
In altre parole, le fonti documentano un'evoluzione nel 2026 dalla proposta regionale di BRT alla successiva soluzione tranviaria a batteria.
Una linea per fasi con una scadenza a fine anno
Due punti definiscono lo stato attuale descritto da EAV:
Primo, la prima fase operativa si concentra sulla Gragnano–Liceo. Il collegamento successivo fino a Castellammare Centro e Piazza Matteotti è indicato come realizzabile in un secondo momento, previa disponibilità di ulteriori risorse economiche.
Secondo, il 31 dicembre 2026 è indicato come data per la sottoscrizione del contratto d'appalto. Sia EAV sia la stampa locale richiamano la stessa scadenza.
EAV riferisce inoltre che restavano in sospeso due passaggi formali: l'assenso formale del CIS "Vesuvio-Pompei-Napoli" e la conferma della disponibilità della fonte di finanziamento assegnata dalla Delibera CIPESS 29/2022.
Cosa resta da chiarire
Diverse questioni importanti non risultano risolte dalle fonti disponibili per questo articolo:
- Se la gara sia stata conclusa o i lavori siano stati affidati dopo l'articolo del 27 ottobre 2026.
- Se la data del 31 dicembre 2026 sia stata confermata, prorogata o formalmente collegata alla decadenza dei contributi.
- Quale atto formale spieghi il passaggio dal piano BRT di aprile al piano tranviario a batteria di luglio.
- L'importo definitivo del finanziamento, il quadro economico aggiornato e il cronoprogramma esecutivo dei lavori.
Per questo l'allarme del comitato va letto con attenzione: segnala un rischio legato alla scadenza, non una perdita di fondi già accertata. Le fonti non stabiliscono che il mancato rispetto della data comporterebbe automaticamente la cancellazione del finanziamento, né che il finanziamento sia assicurato.
Cosa osservare adesso
Per residenti e viaggiatori dell'area stabiese, contano soprattutto due indicatori pratici.
Il primo è l'affidamento: se un contratto verrà firmato entro il 31 dicembre 2026 e a quali condizioni. La richiesta di chiarezza del comitato riguarda proprio l'eventuale avanzamento della gara dopo ottobre.
Il secondo è il perimetro: se i lavori partiranno sulla tratta Gragnano–Liceo come previsto e quando potranno rendersi disponibili risorse per il collegamento successivo fino a Castellammare Centro e Piazza Matteotti. Per ora solo la prima fase è coperta dal piano tranviario di luglio; l'estensione verso il centro di Castellammare resta condizionata.
Finché EAV o la Regione Campania non pubblicheranno un avviso di gara aggiornato, una conferma del finanziamento e un cronoprogramma dei lavori, il progetto resta un piano con una scadenza, non un cantiere aperto.