Un giudice di Avellino non ha convalidato l'obbligo di firma imposto a due ultras dell'Avellino dopo i disordini avvenuti prima della partita di Serie B tra Avellino e Sampdoria del 9 ottobre.

Secondo quanto riportato da IrpiniaNews, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, Giulio Argenio, ha emesso il provvedimento il 24 ottobre 2026. La decisione riguarda due tifosi locali destinatari di divieti di accesso agli stadi dopo gli scontri prima della partita fuori dallo Stadio Partenio-Lombardi.

Cosa ha deciso il giudice

I due tifosi avevano ricevuto Daspo di cinque anni con obbligo di firma, disposti dal questore di Avellino Pasquale Picone. Le misure erano state rese note il 23 ottobre, in attesa della decisione del giudice sull'obbligo di firma.

IrpiniaNews riferisce che il giudice non ha convalidato l'obbligo di firma previsto dalle misure. L'obbligo avrebbe richiesto ai due uomini di presentarsi in Questura o nel più vicino ufficio di polizia giudiziaria poco prima di ciascun tempo delle partite dell'Avellino.

La motivazione riportata è di natura probatoria. Secondo il resoconto del provvedimento, gli atti disponibili non dimostravano che i due uomini facessero parte del gruppo che aveva sfondato il cordone delle forze dell'ordine ed era venuto a contatto con i tifosi della Sampdoria. Il giudice avrebbe inoltre ritenuto mancante la prova che i due avessero istigato altri tifosi alla violenza.

Il testo integrale dell'ordinanza del giudice non era disponibile nei resoconti consultati, e gli stessi resoconti non indicano i nomi né le età dei due tifosi.

I disordini del 9 ottobre fuori dal Partenio-Lombardi

Le misure erano seguite agli scontri avvenuti prima della partita di Serie B del 9 ottobre allo Stadio Partenio-Lombardi.

I resoconti locali dell'epoca collocano i disordini all'esterno della Curva Nord e del settore ospiti, con l'intervento della polizia tra i due gruppi di tifosi. Irpiniaoggi ha descritto i due uomini interessati come giovani tifosi locali.

GenovaToday ha riportato tensioni, petardi e fumogeni diretti contro la polizia prima della partita, nell'area in cui erano presenti circa 500 tifosi della Sampdoria. Altri resoconti dell'epoca hanno descritto l'uso di petardi, fuochi d'artificio e fumogeni durante i disordini. Al momento di quel resoconto, non risultavano feriti.

Daspo e obbligo di firma: cosa era in discussione

Il caso riguardava due elementi distinti, spesso riportati insieme ma giuridicamente separati.

Il primo è il Daspo, il divieto di accesso alle partite per un periodo determinato — in questo caso indicato in cinque anni. Il secondo è l'obbligo di firma, l'ulteriore prescrizione di presentarsi negli uffici di polizia in concomitanza con le partite, che richiede la convalida del giudice.

Il provvedimento del giudice riportato il 24 ottobre riguardava il secondo elemento. I resoconti disponibili non chiariscono se i Daspo restino efficaci dopo la mancata convalida dell'obbligo di firma.

Cosa resta da chiarire

Diversi punti non risultano chiariti nei resoconti pubblicati. Le identità dei due tifosi non sono state rese note, e la motivazione completa del giudice non è stata resa pubblica oltre le sintesi riportate da IrpiniaNews.

Dai resoconti non emerge inoltre se seguiranno ulteriori misure o impugnazioni, né se stia proseguendo l'indagine della polizia sui più ampi disordini intorno alla Curva Nord e al settore ospiti.