Decenni dopo il terremoto che devastò parti della Campania e della Basilicata, un soccorritore emiliano ha lanciato un appello pubblico per ritrovare la giovane donna che egli contribuì a estrarre viva dalle macerie a Senerchia.

Si tratta di Enzo Ugolotti, addestratore di cani da soccorso proveniente dall'Emilia, che partecipò alle operazioni di soccorso a Senerchia dopo il terremoto del 23 novembre 1980. Secondo quanto riportato dalla stampa locale irpina, Ugolotti racconta di aver estratto viva dalle macerie una ragazza di nome Liberata e spera oggi di ristabilire un contatto con lei.

Il nome riportato per la sopravvissuta è Liberata Sessa, anche se questa identificazione non risulta confermata in modo indipendente nel materiale disponibile.

Un salvataggio a Senerchia

Due testate locali indipendenti descrivono lo stesso racconto di fondo: Ugolotti raggiunse la Valle del Sele nei giorni successivi al terremoto e lavorò con i cani da soccorso tra gli edifici crollati a Senerchia.

Un resoconto storico della squadra di soccorso di Parma aggiunge ulteriori dettagli. Vi si afferma che i cani localizzarono dei sopravvissuti a Senerchia e che una ragazza di nome Liberata fu estratta viva dopo un prolungato lavoro tra le macerie. Lo stesso resoconto descrive Liberata come l'unica persona che la squadra riuscì a estrarre viva.

Una delle successive cronache giornalistiche riferisce che Ugolotti partì dall'Emilia il 25 novembre 1980. La data e l'ora esatte dell'estrazione di Liberata differiscono nei dettagli tra il resoconto dei soccorsi e le successive cronache giornalistiche, per cui dalle fonti acquisite non è possibile stabilire una cronologia precisa.

L'appello alla Valle del Sele

L'appello è rivolto alle persone di Senerchia, Calabritto e dell'intera Valle del Sele che possano conoscere Liberata o la famiglia Sessa.

Il messaggio di Ugolotti, per come riportato, è diretto: lei era viva sotto le macerie, lui le parlava mentre i soccorritori scavavano, e oggi vuole sapere che ne è stato di lei dopo quel giorno.

Nel materiale disponibile non risulta confermato se Liberata sia stata ritrovata dopo la pubblicazione dell'appello.

Il contesto del 23 novembre 1980

Il salvataggio avvenne in condizioni catastrofiche. Il Dipartimento della Protezione Civile registra il terremoto del 23 novembre 1980 con una magnitudo di 6.9, con danni gravissimi e comunicazioni interrotte che complicarono la risposta all'emergenza.

Senerchia subì danni gravissimi e fu tra le aree interessate da frane, secondo la stessa fonte ufficiale. Quella combinazione di edifici crollati, terreno instabile e comunicazioni interrotte segnò i primi giorni dei soccorsi nell'Irpinia interna.

Cosa resta da verificare

Diversi punti restano aperti:

  • Il cognome Sessa è riportato dalla stampa locale, ma nei documenti acquisiti non è stata trovata alcuna conferma indipendente dell'identità completa della sopravvissuta.
  • La sua età esatta al momento del terremoto e la sua età attuale non risultano stabilite in modo indipendente.
  • Nei documenti acquisiti non è stata trovata alcuna intervista diretta con Liberata, né alcun verbale ufficiale relativo a questa singola estrazione.

Per i lettori di Senerchia e delle comunità vicine, i dettagli verificabili restano quindi il nome, Liberata, il luogo, Senerchia, la circostanza, l'estrazione viva dalle macerie da parte della squadra emiliana/parmense dei cani da soccorso, e il nome del soccorritore che oggi la cerca, Enzo Ugolotti.