Sant'Audeno a Montaperto, frazione di Montemiletto, è al centro di uno sforzo congiunto per restituire la chiesa storica alla comunità. Un sopralluogo guidato dalla Soprintendenza il 20 ottobre 2026 ha riunito rappresentanti locali e del progetto per valutare un intervento di recupero da 405.000 euro collegato al Ministero della Cultura. Il quadro che emerge è che il progetto ha affrontato la parte strutturale del recupero, ma sono ancora necessari ulteriori restauri prima che la chiesa possa essere restituita all'uso della comunità.
I lavori sono descritti come opere di recupero e di sicurezza sismica, con l'Arcidiocesi di Benevento indicata nelle cronache come ente proprietario attuatore del progetto. Un avviso diocesano conferma lavori di sicurezza sismica presso la chiesa di Sant'Audeno a Montemiletto, anche se il testo acquisito della pagina non fornisce il quadro tecnico completo, la rendicontazione finale dei costi o il certificato di ultimazione.
La più antica chiesa sopravvissuta a Montemiletto
Sant'Audeno è presentata come il più antico luogo di culto sopravvissuto nel comune di Montemiletto. Il riferimento storico citato nella ricerca ne colloca la prima menzione documentaria nel 1227.
Questa lunga storia è parte del motivo per cui l'intervento attuale è importante per i residenti. La chiesa si trova a Montaperto a circa 41.007422, 14.888167, secondo le coordinate pubblicate nella pagina di riferimento.
Per i lettori, questa storia aiuta a spiegare la sensibilità attorno ai lavori: in un edificio di questa età, sicurezza strutturale e conservazione del tessuto storico devono procedere insieme.
Cosa ha riscontrato il sopralluogo di ottobre
Il resoconto del 20 ottobre 2026 descrive un sopralluogo della Soprintendenza a Sant'Audeno con rappresentanti locali e del progetto presenti. Secondo quel resoconto, l'intervento ha affrontato la parte strutturale del progetto ma non ha ancora reso la chiesa pronta a essere restituita alla comunità.
La ricerca non stabilisce le condizioni finali della chiesa, lo stato di completamento dei lavori strutturali o la data di un'eventuale riapertura al pubblico. Questi punti restano irrisolti nei documenti acquisiti finora.
I danni segnalati agli elementi decorativi
Le cronache descrivono presunti danni o rimozioni riguardanti un soffitto ligneo a cassettoni e parti di disegni decorativi storici a matita rossa o del Settecento. Tali affermazioni sono attribuite a testimonianze storiche locali e alle cronache, non presentate come un giudizio finale indipendente.
Un separato resoconto pubblicato afferma che la Soprintendenza ha attivato la procedura ai sensi dell'articolo 160 per un possibile restauro. La responsabilità per le rimozioni e i danni segnalati, l'esito giuridico di tale procedura e la recuperabilità di eventuali frammenti restano irrisolti.
Per i lettori che seguono la vicenda, questa distinzione è importante: i resoconti documentano preoccupazioni sollevate durante e dopo i lavori, ma non forniscono una decisione finale indipendente su cosa sia accaduto o di chi sia la responsabilità.
Cosa servirebbe ora
Il passo successivo riferito è un più ampio intervento di restauro incentrato sugli elementi decorativi e sulle questioni rimanenti, per il quale sono ancora necessari ulteriori finanziamenti e un'azione coordinata.
In termini pratici, ciò significa che ora procedono in parallelo due questioni distinte. La prima è l'intervento strutturale e di sicurezza sismica finanziato attraverso l'intervento da 405.000 euro collegato al Ministero della Cultura. La seconda è il restauro delle superfici decorative e delle altre questioni in sospeso, per il quale ulteriori risorse e un accordo tra le istituzioni coinvolte sono descritti come ancora necessari.
Finché questi ulteriori passaggi non saranno definiti e completati, la restituzione di Sant'Audeno alla comunità resta un obiettivo piuttosto che un esito confermato.