Solofra si prepara ad accogliere l’assessora regionale all’Agricoltura della Campania, Maria Carmela Serluca, sabato 14 novembre per una visita istituzionale dedicata al patrimonio storico, naturale e paesaggistico.
La visita, riportata da Irpinianews e raccontata in modo indipendente dal Corriere dell’Irpinia, è legata al lavoro della Squadra Sentieri Solofra, gruppo di volontari. Il gruppo ha avviato l’attuale progetto territoriale nel 2021 e da allora ha ripristinato sentieri di montagna, antiche infrastrutture idriche e il Parco delle Sorgenti delle Bocche, grazie alla partecipazione dei cittadini e alla collaborazione tra associazioni e istituzioni locali.
Il programma sottolinea un approccio più ampio che sta prendendo forma a Solofra: il recupero ambientale legato alla memoria culturale, alla biodiversità, alla castanicoltura, all’apicoltura e all’uso sostenibile delle aree montane.
Il programma previsto: municipio, Palazzo Orsini e le sorgenti delle Bocche
Secondo il programma pubblicato, la giornata dovrebbe iniziare alle 10:00 presso la sede municipale di Solofra.
La mattinata prevede la presentazione del programma di gestione forestale, una mostra sul lavoro della Squadra Sentieri presso le Scuderie di Palazzo Orsini e un incontro con i castanicoltori.
Alle 11:30, la delegazione dovrebbe spostarsi al Parco delle Sorgenti delle Bocche. Qui il confronto dovrebbe concentrarsi sul recupero ambientale e storico realizzato nel parco, insieme all’apicoltura come parte dell’economia sostenibile della montagna.
Le fonti descrivono la visita del 14 novembre come in programma; non confermano in modo indipendente che abbia avuto luogo né ne documentano gli esiti finali.
La Squadra Sentieri: sentieri, acqua e memoria collettiva
La Squadra Sentieri Solofra è il filo conduttore che lega le diverse tappe del programma.
I suoi volontari hanno lavorato sulla rete sentieristica storica, sulle antiche strutture idriche legate alle sorgenti di montagna di Solofra e sullo stesso Parco delle Sorgenti delle Bocche. I giornali locali presentano questo impegno come pratico e culturale insieme: ripulire e mettere in sicurezza i sentieri, recuperare luoghi segnati dall’acqua e dal bosco e renderli di nuovo accessibili a residenti ed escursionisti.
Questa combinazione spiega perché la visita istituzionale unisca temi ambientali e agricoli, dalla cura dei boschi alle castagne e al miele.
Cosa prevede davvero il piano di gestione forestale
Un secondo articolo di Irpinianews, basato su un comunicato della Squadra Sentieri, illustra la proposta di piano di gestione forestale che costituisce il contesto tecnico della visita.
Il piano comprende:
- rilievi e inventari dei boschi
- mappatura GIS e studi ambientali
- un censimento delle sorgenti e delle fonti d’acqua
- la tutela degli storici castagneti
- la gestione della rete sentieristica esistente
- misure di protezione della biodiversità
È presentato come uno strumento per proteggere i boschi, ridurre il rischio idrogeologico, sostenere le economie montane e rafforzare il turismo sostenibile.
Lo stesso articolo cita un finanziamento di 5.405.895 euro collegato al programma. La cifra proviene dal comunicato della Squadra Sentieri così come riportato da Irpinianews; tra le ricerche disponibili non è stato acquisito un documento ufficiale regionale sul finanziamento.
Se andate: il sentiero da Solofra a Pizzo San Michele
Per i visitatori, il modo più concreto per capire il lavoro di recupero è camminare.
Il portale turistico provinciale Sistema Irpinia descrive il percorso da Solofra a Pizzo San Michele come lungo circa 5,5 km, con un tempo di percorrenza stimato di circa quattro ore e mezza. Il tracciato attraversa boschi, castagneti e sorgenti, inclusa la sorgente della Pietra della Madonna.
È un’escursione di montagna impegnativa, non una passeggiata leggera, ma racconta bene il senso del progetto di Solofra: il paesaggio forestale, la castanicoltura storica, le fonti d’acqua e il legame tra il paese a valle e i monti Picentini sopra di esso.
I visitatori dovrebbero verificare le condizioni locali, indossare adeguate calzature da escursionismo, portare acqua e prevedere abbastanza luce diurna per il rientro.
Perché questa visita conta per l’Irpinia
Solofra è ampiamente conosciuta come la città della concia. Questa visita racconta una storia diversa e complementare: una comunità interna che investe in sentieri, sorgenti, castagneti e api.
Se l’approccio di gestione forestale andrà avanti, potrebbe dare a quel lavoro volontario di recupero una cornice di lungo periodo, capace di collegare tutela ambientale, agricoltura, selvicoltura e turismo lento, invece di trattarli come temi separati.
Per residenti e visitatori, il messaggio del programma del 14 novembre è semplice: la storia di Solofra non è solo nelle botteghe e nei palazzi, ma anche lungo i suoi sentieri e intorno alle sue acque.