Operatori agricoli della provincia di Avellino sono scesi in piazza davanti a Palazzo Caracciolo, sede dell'amministrazione provinciale, per protestare contro il caro gasolio.

La manifestazione ha portato nella piazza trattori e camion, insieme a cartelli di protesta e a una bara simbolica. Secondo la cronaca locale, la bara voleva rappresentare la crisi delle imprese agricole e dell'indotto economico collegato a esse.

Il caro gasolio è stato indicato dai manifestanti come una voce di spesa pesante che minaccia la sostenibilità delle attività agricole.

Uno dei cartelli esposti durante la protesta recitava: «Articolo 1: il lavoro è un diritto, il caro gasolio un sopruso».

In un gesto simbolico di disaffezione politica, i manifestanti hanno bruciato facsimili delle tessere elettorali. L'atto è stato descritto come espressione di delusione verso le istituzioni politiche e di un sentimento di abbandono.

Dalla cronaca disponibile resta incerto quante persone abbiano partecipato, quale sigla abbia organizzato formalmente la manifestazione e quali misure specifiche i manifestanti chiedano oltre alla contrarietà al caro gasolio.