Il 29 settembre la Polizia di Stato ad Avellino ha celebrato San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, con una cerimonia nel Duomo di Avellino. Alla celebrazione hanno partecipato il questore Pasquale Picone e le autorità provinciali, secondo il resoconto ufficiale della Questura di Avellino.
Durante la ricorrenza, Picone ha descritto la camorra e chi commette reati come «il volto del “diavolo” in questa provincia», come riportato da IrpiniaNews.
Picone ha inoltre affermato che la fiducia nelle forze dell’ordine è aumentata e ha sottolineato la collaborazione tra le forze di polizia e la comunità locale.
Lo spaccio evidenziato nel resoconto locale
Secondo il resoconto di IrpiniaNews, lo spaccio di droga è stato indicato come un fenomeno diffuso in Irpinia, sul quale l’autorità giudiziaria mantiene alta l’attenzione. Il resoconto non fornisce dati quantitativi a sostegno di questa descrizione.
Questa precisazione è importante per i lettori: le fonti disponibili confermano che il tema è stato sollevato nell’ambito della copertura della celebrazione, ma non riportano cifre, arresti o dettagli sui casi.
Cosa aggiunge il resoconto ufficiale della Questura
Il resoconto ufficiale della Questura sulla cerimonia del 29 settembre aggiunge dettagli commemorativi non evidenziati nella sintesi della stampa locale. Registra l’intitolazione della sala riunioni della Questura al primo dirigente Antonio Ammaturo e il ricordo dell’agente Pasquale Paola.
Per i visitatori e i residenti che non conoscono il contesto, due punti aiutano a inquadrare l’evento. In primo luogo, il Duomo di Avellino ha dato alla celebrazione della Polizia una cornice centrale, civica e religiosa. In secondo luogo, San Michele Arcangelo è indicato dalla Questura come patrono della Polizia di Stato, e questo spiega la scelta della data del 29 settembre.
Le fonti non chiariscono se le parole di Picone sopra citate facessero parte di un discorso più lungo, né verificano in modo indipendente il riferito aumento della fiducia dei cittadini nelle forze dell’ordine.