L'associazione di imprese Confimprenditori chiede un prezzo massimo per i carburanti stradali: 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 euro al litro per il diesel. La proposta, riportata da IrpiniaNews e NapoliNetwork, è stata presentata durante una mobilitazione davanti al Parlamento, con la partecipazione del presidente avellinese dell'associazione, Gerardo Santoli.

La richiesta combina iniziative commerciali e strumenti fiscali. Secondo quanto riportato, l'associazione indica un mix di promozioni da parte delle compagnie, un taglio delle accise e le cosiddette accise mobili, che adeguerebbero la tassazione all'andamento dei prezzi internazionali.

Cosa prevede la proposta

Il cuore della proposta è semplice:

  • benzina: massimo di 1,90 euro al litro
  • diesel: massimo di 1,95 euro al litro
  • strumenti indicati: iniziative commerciali, riduzione delle accise e accise mobili

Le fonti non precisano come il tetto verrebbe applicato in pratica, né chi coprirebbe l'eventuale differenza tra il prezzo di mercato e il tetto proposto. Non risulta inoltre alcuna risposta documentata da parte del Governo nelle fonti acquisite: non è registrato se la proposta sia stata accolta, respinta o formalmente esaminata.

Perché Avellino era a Roma

Il legame con Avellino è diretto. Gerardo Santoli, presidente di Confimprenditori Avellino, ha preso parte alla mobilitazione davanti al Parlamento in cui è stata presentata la proposta nazionale.

Le cronache locali inquadrano l'iniziativa come una misura economica nazionale, presentata da un'associazione nazionale con la partecipazione visibile della sua sede irpina, e non come una misura limitata alla Campania.

Il precedente del 2012: "Riparti con Eni"

A sostegno della sua richiesta, Confimprenditori cita come modello la campagna Eni del 2012 "Riparti con Eni".

Secondo la ricostruzione riportata da NapoliNetwork, quella campagna portò il diesel a 1,50 euro al litro e la benzina a 1,60 euro al litro nei fine settimana. La stessa ricostruzione stima risparmi complessivi tra 250 e 300 milioni di euro in meno di tre mesi, con una riduzione dei prezzi medi del 3,5-4,5%.

Tali stime provengono dalla ricostruzione riportata e non sono corroborate da una fonte istituzionale nella ricerca acquisita. Descrivono una promozione temporanea del fine settimana, non un tetto regolato permanente come quello ora proposto.

I prezzi oggi: il parametro di riferimento

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) pubblica i prezzi medi nazionali dei carburanti. Nell'aggiornamento del 23 settembre 2026:

  • rete stradale ordinaria, self-service: benzina a 2,155 euro al litro, diesel a 2,340 euro al litro
  • rete autostradale, self-service: benzina a 2,245 euro al litro, diesel a 2,418 euro al litro

La ricerca segnala che queste medie MIMIT potrebbero non essere direttamente comparabili con il tetto proposto, perché il tetto potrebbe riferirsi a condizioni e strumenti diversi. Sono pubblicate qui come parametro di mercato attuale, non come prova di quanto paghino gli automobilisti in una singola stazione di Avellino o dell'Irpinia.

Cosa resta da chiarire

Tre questioni pratiche restano aperte nelle fonti:

  1. Forma giuridica: le soglie di 1,90 / 1,95 euro sarebbero un tetto regolato, un prezzo agevolato o un obiettivo raggiunto tramite misure fiscali e commerciali?
  2. Copertura: se i prezzi di mercato restassero sopra le soglie, chi sosterrebbe la differenza — lo Stato tramite minori entrate da accise, le compagnie petrolifere tramite i margini, o una combinazione dei due?
  3. Durata e ambito: la misura si applicherebbe a livello nazionale, a tutte le reti di distribuzione e per un periodo definito?

Finché questi punti non saranno chiariti, la proposta resta una richiesta politica presentata davanti al Parlamento, legata a una promozione storica e alle attuali rilevazioni ufficiali dei prezzi, ma senza un piano attuativo pubblicato.