La Procura di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque persone con l'accusa di omicidio colposo per la morte di Alessandro Panariello, deceduto mentre lavorava in un cantiere a Scafati il 17 maggio 2024.
Secondo quanto riportato, Panariello fu colpito da una lastra o lamiera d'acciaio caduta da una carrucola o da una posizione sopraelevata. Il successivo articolo de Il Mattino lo descrive come un giovane di 22 anni, mentre la copertura giornalistica coeva del 2024 lo indicava come un 21enne.
L'incidente in via Melchiade
L'incidente mortale è avvenuto in un cantiere in via Melchiade, a Scafati. Le ricostruzioni descrivono in modo coerente la dinamica: Panariello stava sollevando una lamiera o lastra d'acciaio con una carrucola quando il materiale è caduto e lo ha colpito.
Dopo la morte, la famiglia ha presentato una denuncia ai Carabinieri di Scafati. Nel corso delle prime indagini, il cantiere risulta essere stato posto sotto sequestro mentre la Procura proseguiva gli accertamenti.
Le cinque persone per cui è stato chiesto il processo
La Procura di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone. Secondo la ricostruzione più recente, tra gli indagati figurano i titolari o responsabili delle ditte coinvolte nei lavori, il coordinatore per la sicurezza del cantiere e l'amministratore di condominio in qualità di committente dei lavori.
I nomi completi delle cinque persone e l'esito finale della richiesta non risultano dal materiale acquisito.
Le accuse su sicurezza e rapporto di lavoro
L'indagine avrebbe riguardato presunte violazioni del decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le prime cronache riferivano inoltre che Panariello avrebbe lavorato senza un regolare contratto di assunzione. Questa circostanza, sollevata dalla famiglia nella copertura coeva, resta — come le accuse relative alla sicurezza e le questioni sulle responsabilità individuali — soggetta all'accertamento giudiziario.
Cosa succede ora
Secondo la ricostruzione più recente, per dicembre 2026 è stata fissata un'udienza preliminare davanti al giudice per le indagini preliminari. La data esatta non è indicata oltre il mese di dicembre.
Allo stato attuale, le cronache acquisite non consentono di stabilire se il rinvio a giudizio richiesto sia stato poi disposto. La richiesta di processo è un atto della Procura, non un accertamento di colpevolezza: spetterà al giudice dell'udienza preliminare decidere se il caso andrà a dibattimento.
Perché la questione del contratto è centrale per chi segue il caso
L'affermazione secondo cui Panariello non aveva un regolare contratto di lavoro è fondamentale per capire perché gli inquirenti abbiano esaminato sia le ditte sia l'intera catena di responsabilità. Secondo quanto emerso dalle prime cronache, le domande su chi avesse assunto l'operaio, chi dirigesse i lavori e chi fosse responsabile della vigilanza si intrecciano con le questioni relative alla sicurezza.
È anche per questo che l'elenco riportato degli indagati va oltre le imprese esecutrici e comprende il coordinatore per la sicurezza del cantiere e l'amministratore di condominio in qualità di committente. L'ipotesi non anticipa alcuna responsabilità; definisce una parte di ciò che il procedimento dovrà chiarire.
Un caso seguito dal 2024
La richiesta di processo segue l'indagine iniziale del 2024 sull'incidente di via Melchiade, la denuncia della famiglia e il sequestro del cantiere. Per i residenti e i lavoratori della zona di Scafati, l'udienza preliminare di dicembre è il prossimo passaggio procedurale da seguire: stabilirà se le accuse di omicidio colposo e le contestazioni in materia di sicurezza sul lavoro a carico delle cinque persone approderanno a un processo vero e proprio.