La spiaggia più nuova di Salerno potrebbe dover essere rimossa completamente. Secondo l'edizione salernitana de Il Mattino, i consulenti tecnici hanno concluso che la sabbia utilizzata per realizzare Universo Beach è talmente non conforme da rendere impossibile una bonifica selettiva: l'intero litorale ripasciuto dovrebbe essere portato via e ricostruito.

La spiaggia, creata tra i quartieri Torrione e Pastena con lavori di ripascimento costiero che hanno esteso la linea di riva fino a 70 metri verso il mare, era diventata rapidamente una spiaggia pubblica molto frequentata. Era stata presentata come parte di una più ampia trasformazione del lungomare orientale di Salerno. Ora è al centro di una disputa tecnica e legale sul materiale usato per realizzarla.

Cosa non ha funzionato con la sabbia

La disputa principale riguarda il materiale fornito da Infratech per i lavori sulla spiaggia. Secondo i funzionari del Comune di Salerno citati nelle cronache, si trattava di un aggregato destinato a calcestruzzo, ingegneria civile e costruzioni stradali, non all'uso costiero previsto.

Una relazione tecnica comunale ha concluso che il materiale era ampiamente inadatto e che non era ragionevolmente possibile isolare aree conformi per un intervento selettivo. Una valutazione di Corema Spiagge, citata da Il Mattino, ha descritto le non conformità come «diffuse, persistenti e strutturali», interessando l'intera cella di spiaggia, anche in profondità.

In termini pratici, è questa conclusione a impedire di limitare la bonifica a porzioni o agli strati superficiali. Se i difetti attraversano l'intero corpo di sabbia del ripascimento, rimuovere solo una parte lascerebbe sul posto materiale non conforme.

I rilievi batteriologici e la chiusura di 60 giorni

Un separato servizio del Corriere Salerno ha aggiunto una dimensione di salute pubblica: le analisi dell'ARPAC, l'agenzia regionale per la protezione ambientale, hanno riscontrato nel materiale della spiaggia una carica batterica circa dieci volte superiore alla soglia normativa.

In risposta, il Comune ha vietato l'accesso alla spiaggia per 60 giorni. La chiusura riportata riguardava il litorale tra Via Nicola Antonio Mantenga e Via Gaetano del Mercato, con obblighi di vigilanza e custodia del sito assegnati tramite l'ordinanza comunale.

Le cronache disponibili non forniscono i rapporti completi di laboratorio, la metodologia di campionamento né i precisi microrganismi batterici rilevati. Il dato delle «dieci volte la soglia» va quindi inteso come un rilievo normativo riportato dalla stampa, non come una diagnosi sanitaria dettagliata.

Perché si parla di rimozione totale

La risposta proposta è rimuovere tutta la sabbia e ripristinare la spiaggia. Il Mattino stima la sola operazione di rimozione e smaltimento in circa 1 milione di euro.

Quella cifra riguarda solo la rimozione e lo smaltimento del materiale. Non stabilisce il costo totale del ripristino completo, del mancato utilizzo durante la chiusura, delle misure di gestione sanitaria o di un'eventuale richiesta di danni.

Le cronache descrivono inoltre il contratto come scaduto, mentre la risoluzione formale e la più ampia richiesta di danni del Comune nei confronti di Infratech restavano irrisolte. Le fonti recuperate riportano posizioni contrapposte tra Comune e fornitore, ma non stabiliscono in modo indipendente la responsabilità legale definitiva per la scelta o la contaminazione del materiale.

Cosa devono sapere i visitatori

Per visitatori e residenti, i punti essenziali sono chiari:

  • Universo Beach è la spiaggia pubblica ripasciuta tra Torrione e Pastena, sul lungomare orientale di Salerno.
  • L'accesso al tratto tra Via Nicola Antonio Mantenga e Via Gaetano del Mercato è stato vietato con ordinanza comunale per 60 giorni a seguito dei rilievi ARPAC.
  • Vigilanza e custodia del sito sono state assegnate tramite quell'ordinanza, quindi la chiusura non era un semplice avviso.

Chi intende frequentare quella parte della costa dovrebbe verificare ordinanze comunali e segnaletica aggiornate prima di andarci, perché le cronologie riportate dalla stampa differiscono e i documenti disponibili non confermano se la rimozione totale sia stata completata né chi abbia infine sostenuto i costi della bonifica.

Cosa succede adesso

Sulla base della ricerca validata restano aperte tre questioni:

La prima è se il Comune procederà con la rimozione totale della sabbia del ripascimento e come saranno definiti e finanziati i lavori di ripristino. La seconda è come saranno risolti il contratto scaduto, l'eventuale risoluzione formale e la richiesta di danni contro Infratech. La terza è cosa stabiliranno in via definitiva i documenti ufficiali ambientali e giudiziari su contaminazione, cronologia e responsabilità.

Finché tali atti non saranno pubblici, il quadro accertato è questo: una nuova spiaggia molto frequentata, costruita spingendo la linea di riva verso il mare, riempita con un materiale che secondo i consulenti non era mai adatto a quell'uso, con una contaminazione riportata molto oltre i livelli consentiti e un conto per la bonifica che parte da circa 1 milione di euro solo per svuotare la spiaggia.