L'edificio scolastico "Principe di Piemonte" di Lacco Ameno, sull'isola di Ischia, è stato ristrutturato dopo il terremoto del 2017 e riaperto nel novembre 2024. A distanza di mesi, nuovi difetti hanno richiesto ulteriori lavori, e il consiglio comunale è stato convocato per discutere una commissione consiliare d'indagine sui lavori precedenti.
Il caso riguarda un edificio scolastico pubblico che era stato oggetto di ristrutturazione strutturale e adeguamento dopo il terremoto. Secondo Il Mattino e la testata locale Teleischia, la scuola è stata riaperta e inaugurata nel novembre 2024, ma i problemi emersi in seguito hanno portato a nuovi interventi e alla proposta di una commissione d'indagine amministrativa e conoscitiva.
Problemi al tetto e infiltrazioni d'acqua
Tra i problemi segnalati dopo la riapertura figurano difetti che interessano il tetto, con infiltrazioni d'acqua durante il maltempo, come riferito da Teleischia. Le fonti di questo dossier non forniscono una valutazione tecnica indipendente sulla causa di tali difetti.
Il settore lavori pubblici del Comune comprende tra le proprie competenze l'edilizia pubblica e la manutenzione delle scuole, secondo quanto indicato dal Comune di Lacco Ameno.
Lavori urgenti e costi riportati
Teleischia riferisce che i lavori completati prima della riapertura del novembre 2024 sono costati oltre 4 milioni di euro. Tale cifra è attribuita alla cronaca di Teleischia; il dossier di ricerca non include un documento di gara né un rendiconto ufficiale di spesa finale che la confermi.
Separatamente, Teleischia riferisce che il Comune ha affidato lavori urgenti di manutenzione straordinaria per circa 25.000 euro con l'obiettivo di favorire la riapertura per l'anno scolastico 2026. Dettagli completi sui singoli lavori eseguiti, sui relativi collaudi e sulla loro efficacia definitiva non sono disponibili nelle fonti acquisite.
Una commissione consiliare proposta
Il consiglio comunale è stato convocato per discutere l'istituzione di una commissione consiliare d'indagine amministrativa e conoscitiva.
La proposta d'indagine dovrebbe esaminare le procedure seguite, la documentazione tecnica e amministrativa, l'esecuzione delle opere e le ragioni che hanno reso necessari nuovi lavori. Tale ambito riflette la proposta così come riportata; le fonti disponibili non confermano se la commissione sia stata formalmente istituita né a quali conclusioni, se ve ne sono, sia giunta.
Cosa seguire
Per i lettori che seguono la vicenda, contano soprattutto due punti.
Primo, cosa dovrebbe esaminare l'indagine: procedure, documenti progettuali e amministrativi, modalità di esecuzione dei lavori e motivi per cui sono state necessarie ulteriori riparazioni poco dopo una ristrutturazione importante. Sono questi gli ambiti indicati nella proposta riportata da Il Mattino.
Secondo, cosa resta non verificato: le fonti non documentano in modo indipendente responsabilità tecniche o amministrative per i difetti, né stabiliscono se i problemi siano stati formalmente classificati come difformità progettuali o vizi di esecuzione. Anche il costo finale, gli esiti dei collaudi e l'efficacia nel tempo delle riparazioni urgenti non risultano documentati nelle fonti acquisite.