La mattina del 10 ottobre 2026, Roberto Maida si è incatenato a una transenna di protezione in via Cavour a Casoria per chiedere che tutte le famiglie sfollate a seguito del crollo di via Cavour possano rientrare nelle loro case.

Maida ha detto di essere potuto rientrare nella propria abitazione dopo che è tornata agibile, ma di ritenere che altre famiglie non fossero ancora in grado di tornare. La sua protesta riguarda l'emergenza abitativa ancora in corso dopo il crollo e lo sgombero degli edifici di via Cavour.

La protesta si è conclusa dopo che i tecnici al lavoro sul sito hanno promesso un incontro con il Comune lunedì.

Uno sfollamento che continua oltre il crollo

Le cronache precedenti avevano indicato 98 sfollati e gli edifici di via Cavour ai civici 60 e 74. I numeri danno la misura dell'emergenza: la protesta del 10 ottobre non riguardava un singolo nucleo familiare, ma un gruppo di residenti sfollati dalla stessa strada.

Quante famiglie non fossero ancora in grado di rientrare a casa nel giorno della protesta non è specificato nelle fonti disponibili.

Perché il sito è ancora sotto indagine tecnica

L'area è rimasta oggetto di accertamenti tecnici riguardanti il terreno o la cavità sotto la struttura crollata. Era previsto un sopralluogo congiunto della cavità sotto l'area interessata, mentre il sito restava sotto sequestro.

Le cronache sulle conseguenze hanno descritto una cavità di circa 25 metri di profondità sotto l'area del crollo, con acqua che scorreva attraverso una cavità nel tufo e un possibile contributo idrogeologico ai danni. Queste spiegazioni tecniche erano presentate come ipotesi sotto indagine, non come conclusioni accertate.

Cosa resta irrisolto

La causa definitiva del crollo e la responsabilità dei danni restano irrisolte. Le fonti non documentano l'esito del promesso incontro tra la ditta tecnica e il Comune, e non stabiliscono un calendario per il rientro di tutti i nuclei sfollati.

Per i residenti di via Cavour, a Casoria, la protesta sottolinea la questione centrale ancora aperta: quando, e in quali condizioni di sicurezza, tutte le famiglie sgomberate potranno tornare a casa.