Il Comune di Napoli ha disposto il dissequestro e la riconsegna del locale “L’angolo della Libertà”, che funzionava come bar davanti al carcere di Poggioreale, per consentire il ripristino dello stato dei luoghi. Per il momento, il provvedimento non autorizza la ripresa delle attività aperte al pubblico.
La distinzione è importante: si tratta di una riconsegna per il ripristino dei locali, non di un permesso a riaprire l’attività.
Un punto di riferimento per le famiglie dei detenuti
Il locale si trova di fronte alla Casa circondariale di Poggioreale ed era diventato una tappa abituale per i parenti dei detenuti in occasione dei colloqui.
Secondo le ricostruzioni che confermano il caso, tra i servizi offerti c’erano la spedizione e il deposito dei pacchi, la custodia di borse e zaini e il deposito dei telefoni cellulari. Servizi rivolti proprio ai familiari in visita ai detenuti.
Perché era stato sequestrato
Il sequestro iniziale era stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Poggioreale.
I controlli avevano rilevato che i locali erano destinati a uso abitativo e non disponevano delle autorizzazioni necessarie per ospitare un’attività commerciale. Anche i servizi per i parenti — gestione dei pacchi, deposito delle borse e dei telefoni — erano offerti senza le necessarie autorizzazioni.
Le irregolarità avevano comportato sanzioni amministrative per oltre 7.000 euro.
Cosa consente — e cosa no — il provvedimento del Comune
Il provvedimento comunale restituisce la disponibilità dei locali per consentire il ripristino dello stato legittimo dell’immobile.
Non autorizza, almeno per il momento, la riapertura al pubblico né la ripresa dell’attività commerciale.
È questo il punto chiave: in questo contesto il dissequestro restituisce lo spazio solo per gli interventi di ripristino. Non è un riconoscimento della regolarità dell’attività e non equivale a una licenza per riaprire.
Cosa resta da chiarire
Il materiale disponibile non indica la data esatta del provvedimento di dissequestro. Non chiarisce inoltre quando, o se, il locale potrà ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per riaprire al pubblico.
Le fonti descrivono l’attività commerciale e i servizi collegati come abusivi o non autorizzati, ma non riportano nel dettaglio ogni singola violazione amministrativa o urbanistica.
Per ora la situazione è chiara: il bar davanti a Poggioreale resta chiuso al pubblico, con i locali riconsegnati solo per permettere il ripristino.