I sindaci di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida affermano che la loro partecipazione alla mobilitazione di Roma per i Campi Flegrei era stata annunciata in anticipo al governo nazionale.
Secondo i sindaci, una lettera era stata inviata la settimana precedente al ministero guidato da Nello Musumeci, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ad altri ministri. Hanno presentato il viaggio a Roma come un'iniziativa istituzionale annunciata, non come un'azione a sorpresa.
Perché i sindaci sono andati a Roma
I sindaci hanno detto che la mobilitazione rifletteva la frustrazione e la delusione dei residenti per emendamenti che non erano stati approvati.
Hanno detto di essere andati a Roma per cercare risposte concrete su tre questioni: il sostegno agli sfollati, la sicurezza degli edifici e le attività economiche colpite. Hanno detto inoltre di voler contribuire a ricucire un rapporto deteriorato tra i residenti e il governo.
Una versione diversa da Musumeci
Musumeci ha fornito pubblicamente una versione diversa. Ha detto che i sindaci non lo avevano né informato della manifestazione né gli avevano chiesto un appuntamento.
Le fonti disponibili non stabiliscono se l'ufficio di Musumeci abbia ricevuto o protocollato formalmente la lettera dei sindaci prima della manifestazione. Anche il testo integrale di quella lettera non era disponibile nei documenti acquisiti.
Cosa è accaduto a Roma
La mobilitazione ha coinvolto sfollati e altri residenti. Le cronache della manifestazione hanno riferito la partecipazione di oltre 700 sfollati e cittadini.
Un documento con le richieste della comunità è stato consegnato al governo. È stato consegnato da un uomo che ha perso la casa dopo un terremoto, accompagnato dal sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni.
Gli specifici emendamenti descritti dai sindaci come non approvati non erano identificati nei documenti acquisiti. Anche il testo finale, i finanziamenti e i tempi di attuazione del "nuovo decreto" citato nella disputa non erano riportati.
Contesto: una crisi di assistenza e sicurezza degli edifici
La disputa si inserisce in un più lungo contesto di gestione dell'emergenza. Dopo il terremoto di magnitudo 4.4 del 20 maggio 2024 ai Campi Flegrei, il Dipartimento della Protezione Civile ha riferito di assistenza coordinata e verifiche dei danni agli edifici, con la mobilitazione del sistema nazionale di protezione civile.
Questo precedente è un contesto di fondo: mostra perché assistenza, valutazioni dei danni e sicurezza degli edifici sono rimasti temi centrali per l'area, ma non risolve l'attuale disaccordo sulla comunicazione preventiva, sugli emendamenti non approvati o sul prossimo provvedimento del governo.
Cosa resta poco chiaro
Diversi punti centrali restano irrisolti agli atti pubblici:
- Se la lettera dei sindaci sia stata ricevuta o protocollata formalmente prima della manifestazione.
- Quali emendamenti intendessero i sindaci quando hanno parlato di proposte non approvate.
- Cosa conterrà, finanzierà e con quali tempi il prossimo decreto.
Ciò che è documentato è più circoscritto: i sindaci dicono di aver scritto in anticipo a Musumeci, Meloni e agli altri ministri; Musumeci dice di non aver ricevuto alcuna comunicazione né richiesta di appuntamento; e i residenti hanno usato la mobilitazione di Roma per consegnare direttamente al governo le loro richieste scritte.