Emanuele Tufano, 15 anni, è stato ucciso durante uno scontro armato tra gruppi di giovani nel centro di Napoli nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 2024. I pubblici ministeri hanno ora chiesto l'ergastolo per quattro imputati e pene a 30 anni di carcere per altri tre.

Il caso riguarda uno scontro avvenuto nei pressi di Corso Umberto I e Piazza Mercato. Secondo quanto riportato, lo scontro ha coinvolto giovani legati alle zone del Rione Sanità e di Piazza Mercato, con armi da fuoco utilizzate da entrambe le parti.

Cosa sostiene l'accusa

Le accuse includono il concorso in omicidio aggravato dal metodo e dalle finalità mafiose. Le richieste riportate — quattro ergastoli e tre condanne a 30 anni — sono richieste dell'accusa, non condanne definitive.

Le cronache disponibili descrivono la morte di Tufano come probabilmente causata da «fuoco amico», ma l'identità di chi ha sparato il colpo mortale non è stata stabilita in modo conclusivo nel materiale citato. Questo punto irrisolto resta centrale per la questione delle responsabilità penali individuali.

Un filone separato per gli imputati maggiorenni

Separatamente dal procedimento contro gli imputati più giovani, almeno un imputato maggiorenne del gruppo rivale di Piazza Mercato ha ricevuto una condanna a 12 anni per tentato omicidio aggravato. Altri procedimenti che coinvolgono adulti accusati in relazione alla morte di Tufano erano ancora in corso al momento di quella cronaca.

I resoconti citati non forniscono un quadro completo e aggiornato di tutte le decisioni riguardanti gli imputati minorenni.

Come gli investigatori hanno ricostruito la notte

Gli investigatori hanno utilizzato immagini di videosorveglianza, materiale video e comunicazioni intercettate per ricostruire i fatti e identificare i partecipanti. Le prime cronache avevano precisato che la ricostruzione era inizialmente incompleta dopo l'omicidio dell'ottobre 2024.

Sei minorenni sono stati imputati nel procedimento e hanno visto respinta una misura legata alla messa alla prova, secondo Il Roma.

Cosa resta da chiarire

  • L'identità di chi ha esploso il colpo che ha ucciso Tufano resta irrisolta nelle cronache citate.
  • Le richieste di ergastolo e di condanne a 30 anni sono posizioni dell'accusa; nel materiale esaminato i tribunali non hanno emesso condanne definitive su tali richieste.
  • Il quadro processuale completo, compreso lo stato attuale di tutte le accuse contro gli imputati minorenni, non è interamente coperto dai resoconti citati.
  • La cronaca sull'imputato maggiorenne di Piazza Mercato presenta incongruenze nel nome; la condanna a 12 anni e lo stato ancora aperto degli altri procedimenti contro adulti sono riportati senza sciogliere tale discrepanza.

Ulteriori udienze potrebbero fare maggiore chiarezza sulle prove, sull'aggravante del metodo mafioso contestata dai pubblici ministeri e sulle posizioni dei singoli imputati, ma tali esiti non risultano ancora stabiliti nelle fonti esaminate.