Circa duecento persone hanno sfilato a Orta di Atella contro le morti sul lavoro in memoria di Salvatore Calignano, l'operaio morto dopo una caduta da un capannone a Caivano. Il corteo è partito da piazza Municipio ed è arrivato in via Giovanni Paolo II, dove Calignano viveva con la famiglia.

In prima fila c'erano la moglie Carmela e le figlie Giusy e Valeria. L'appello della moglie, riportato nel titolo del resoconto locale, è stato diretto: «Voglio solo la verità».

Il corteo è stato un atto comunitario di ricordo, ma ha anche riflesso le domande ancora irrisolte intorno alla morte di Calignano. Le circostanze della caduta dal capannone restano non del tutto chiare.

Cosa hanno riportato finora gli investigatori

Un'autopsia è stata descritta come compatibile con una caduta dall'alto. Secondo il legale della famiglia, le lesioni erano tali che la vittima non avrebbe potuto muoversi autonomamente dopo la caduta.

Il datore di lavoro è stato posto agli arresti domiciliari con accuse legate alla morte dell'operaio e alla mancata adozione delle cautele antinfortunistiche.

Un punto controverso: l'operaio è stato spostato?

Un dettaglio centrale resta controverso tra le ricostruzioni pubblicate.

La Repubblica ha riferito che i riscontri autoptici erano compatibili con una caduta dall'alto e che il corpo sarebbe stato trascinato per meno di duecento metri.

La Stampa ha riportato una diversa ricostruzione investigativa, secondo cui Calignano sarebbe stato soccorso nello stesso punto in cui è caduto.

Le cronache validate non risolvono questo contrasto. I lettori devono considerare la questione dell'eventuale spostamento della vittima dopo la caduta come controversa tra le fonti.

Cosa resta ancora sotto indagine

La sequenza precisa dell'incidente, le responsabilità individuali e la regolarità del rapporto di lavoro restano oggetto di indagine.

Nelle fonti acquisite non erano disponibili informazioni ulteriori rispetto al resoconto de Il Mattino sui dettagli organizzativi e temporali del corteo. Ciò che è confermato è il suo percorso, la partecipazione di circa duecento persone e il suo scopo: ricordare Calignano e protestare contro le morti sul lavoro.