Dopo circa tredici anni e mezzo di procedimenti amministrativi e giudiziari, la società Lisieux ha ottenuto il permesso di costruire una residenza sanitaria assistenziale, la Rsa, nell'area dei Cappuccini ad Aversa.
La decisione chiude il capitolo amministrativo di una vicenda iniziata nel 2013 e passata più volte per il Tribunale amministrativo regionale della Campania e per il Consiglio di Stato. Non risponde ancora alle domande pratiche che i lettori si porranno: quanto sarà grande la struttura, quanti posti letto offrirà, chi la gestirà, quanto costerà o quando potrebbero iniziare i lavori. Nessuno di questi dettagli risulta stabilito nelle fonti disponibili.
Un progetto presentato nel 2013
La richiesta risale al 2013, quando Lisieux chiese l'autorizzazione per una struttura socio-sanitaria su un terreno classificato nello strumento urbanistico comunale di Aversa come zona G, un'area destinata a servizi urbani e di quartiere.
Quella destinazione urbanistica è diventata centrale nella controversia. Nel 2018, l'area fu riclassificata a verde pubblico. Secondo le ricostruzioni della vicenda, quella modifica fu impugnata e successivamente annullata dai giudici amministrativi.
Seguirono ulteriori dinieghi comunali, che prolungarono i procedimenti. Nel 2025, il Consiglio di Stato ha dichiarato radicalmente nullo un successivo diniego del Comune. Un commissario ad acta ha quindi imposto al Comune di proseguire l'iter autorizzativo, portando al permesso di costruire riportato da Il Mattino e dalla testata locale LaRampa.
Cosa hanno deciso i giudici, passo dopo passo
Per chi segue da tempo questa vicenda locale, la sequenza è importante:
- 2013: Lisieux presenta la richiesta per una struttura socio-sanitaria nell'area dei Cappuccini, su un terreno destinato a servizi urbani e di quartiere.
- 2018: l'area viene riclassificata a verde pubblico.
- Dopo l'impugnazione: i giudici amministrativi annullano la riclassificazione a verde pubblico.
- 2025: il Consiglio di Stato dichiara radicalmente nullo un successivo diniego comunale.
- Dopo quella sentenza: un commissario ad acta ordina al Comune di portare avanti l'iter autorizzativo.
- Ultimo passaggio riportato: il Comune rilascia il permesso di costruire a Lisieux.
Il permesso risolve la questione sul fronte amministrativo. Il Mattino segnala, tuttavia, che potrebbero proseguire eventuali procedimenti in materia di responsabilità amministrativa, contabile e penale.
Una bonifica ambientale separata nella stessa zona
L'area dell'ex convento dei Cappuccini è stata anche oggetto di un intervento di bonifica ambientale e riqualificazione. Secondo l'ufficio del commissario di Governo per la bonifica delle discariche, l'area dell'ex convento è stata restituita alla collettività dopo la rimozione dei rifiuti e la riqualificazione ambientale.
Il Corriere Nazionale ha riportato che dall'area sono state rimosse circa 200 tonnellate di rifiuti, tra cui amianto e materiali speciali. Si tratta di un dato riferito da un articolo di giornale e non verificato in modo indipendente sulla base di una relazione di bonifica nei documenti disponibili.
Le fonti descrivono sia la bonifica sia il progetto della Rsa, ma non stabiliscono in modo conclusivo se il cantiere previsto coincida con ogni porzione dell'area riqualificata dell'ex convento. Vanno quindi considerati come due sviluppi collegati nello stesso quartiere, non necessariamente come un unico sito con un'unica storia.
Cosa si sa e cosa manca ancora
Elementi noti:
- Il richiedente è Lisieux.
- La destinazione prevista è una Rsa, una residenza sanitaria assistenziale.
- L'area è il quartiere Cappuccini di Aversa, in provincia di Caserta.
- La controversia è durata circa tredici anni e mezzo e ha coinvolto il Tribunale amministrativo regionale della Campania e il Consiglio di Stato.
- Il progetto ha ora raggiunto la fase autorizzativa dopo l'intervento di un commissario ad acta.
Elementi non stabiliti nella ricerca disponibile:
- Il numero di posti letto o la superficie.
- I tempi di costruzione o la data di apertura.
- Il costo di costruzione o il futuro gestore.
- La data esatta e il numero di protocollo del permesso di costruire definitivo.
Per i residenti, l'effetto pratico è che l'ostacolo giuridico alla Rsa è stato rimosso, mentre restano da chiarire i dettagli della costruzione e le ulteriori questioni giuridiche in materia di responsabilità.